Piercamillo Davigo non lo vogliamo. È il senso della durissima lettera  pubblicata sul sito della Camera Penale di Milano con la quale gli avvocati milanesi manifestano la perplessità sulla partecipazione del magistrato consigliere del Csm alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario che si terrà sabato prossimo.

La presenza di Davigo viene definita dalla Camera Penale di Milano ‘Giandomenico Pisapia’ “inopportuna” considerate “le posizioni ideologiche pubblicamente manifestate dal consigliere Davigo, tra le quali, solo esemplificativamente, le ultime riportate nella intervista pubblicata su II fatto Quotidiano del 9.1.2020”, nella quale accusa sostanzialmente gli avvocati per i ritardi dei processi, interessati alle dilazioni per maggiori guadagni.

“Si tratta di esternazioni che negano i fondamenti costituzionali del giusto processo – si legge ancora nella lettera – della presunzione di innocenza e del ruolo dell’Avvocato nel processo penale, che viene marchiato come soggetto sodale con gli interessi più negativi e lucrativi nell’innestare meccanismi difensivi pretestuosi e dilatori. Tali dichiarazioni pubbliche da parte di un magistrato sarebbero di per sé molto gravi, ma diventano inaccettabili se pronunciate, come nel caso del consigliere Davigo, da un magistrato che riveste l’alta funzione istituzionale di consigliere del Csm. Tanto che esse sono già state da altri sottoposte all’attenzione dell’organo titolare dell’esercizio dell’azione per eventuali profili di responsabilità disciplinare”. “Per queste ragioni – conclude la missiva – la Camera Penale di Milano esprime la sua contrarietà in ordine alla partecipazione del Consigliere Davigo, quale magistrato designato dal Consiglio Superiore della Magistratura, alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario nella sede di Corte d’Appello di Milano, auspicando una rivalutazione della designazione a suo tempo effettuata”.

IL CSM DIFENDE DAVIGO – Il Consiglio superiore della magistratura rispedisce però al mittente la richiesta di revocare la designazione del consigliere Piercamillo Davigo a rappresentare l’organo di autogoverno delle toghe all’inaugurazione dell’anno giudiziario nel distretto di Milano. Una richiesta definita “irricevibile” che va respinta sia “per i suoi contenuti, volti a sanzionare la libera manifestazione del pensiero, sia perché irrispettosa delle prerogative di un organo istituzionale”.