Non si esclude nessuna pista o ipotesi, anche quella di un possibile suicidio. Le indagini sulla morte di Grazia Severino, la 23enne trovata in fin di vita verso le 17 di oggi pomeriggio a Pompei e morta mezz’ora dopo all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, battono ogni pista.

Grazia è stata rinvenuta in fin di vita a pochi metri da un garage di via Carlo Alberto (I traversa) a Pompei, comune in provincia di Napoli. La 23enne, che avrebbe compiuto domani, venerdì 30 aprile, il suo 24esimo compleanno, è stata trovata da personale sanitario del 118 e residenti in una pozza di sangue, con le caviglie spezzate e almeno tre ferite da arma da taglio all’addome. I medici avrebbero anche riscontrato delle lesioni anali e in altre parti intime.

Sul brutale omicidio sono in corso le indagini dei Carabinieri di Castellammare e dei Carabinieri di Pompei, a lavoro per ricostruire l’esatta dinamica degli eventi. Le indagini sono coordinate dalla procura di Torre Annunziata guidata da Nunzio Fragliasso. Il pm incaricato è Antonio Barba. Sono in corso i rilievi scientifici dei carabinieri, mentre i carabinieri hanno iniziato ad ascoltare vicini e familiari della vittima.

Grazia Severino viveva ad alcune centinaia di metri di distanza dal luogo in cui è stata ritrovata in fin di vita: la ragazza era residente nella vicina via Plinio, ai confini con Torre Annunziata.

LE PISTE SEGUITE – Diverse le piste seguite dagli inquirenti. La frattura di entrambe le caviglie potrebbe essere dovuta ad una caduta dal quarto piano dello stabile dove poi il corpo è stato trovato, oppure dal tentativo di fuga dal suo aggressore o aggressori.  Caviglie spezzate che potrebbero anche essere la conseguenza di atroci torture subite dalle 23enne da parte del suo aguzzino.

Ma gli inquirenti sembrano propendere per l’ipotesi di suicidio: la caviglie spezzate sarebbero l’effetto di una caduta dal quarto piano del palazzo, mentre le ferite all’addome il risultato di un possibile gesto di autolesionismo. Secondo quanto appreso dall’Agi, al quarto piano dell’edificio in cui è stata trovata in fin di vita la 23enne, i carabinieri hanno rinvenuto una borsa accanto alla finestra spalancata. Inoltre le ferite all’addome sarebbero compatibili con l’uso di forbici, che la ragazza avrebbe acquistato nel pomeriggio.

Tutte ipotesi che dovranno trovare ulteriori e definitive conferme dall’inchiesta portata avanti da carabinieri e procura di Torre Annunziata. Fondamentale potrebbe essere l’autopsia che verrà effettuata nei prossimi giorni, che aiuterà anche a ‘datare’ le lesioni anali e in altre parti intime riscontrate dal personale sanitario. 

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia