Non sarà Guardiola il prossimo ct dell’Italia. Il tentativo di Maldini e Leonardo, venuto alla luce dopo la notizia diffusa a inizio settimana di un weekend passato a Barcellona per illustrare al tecnico spagnolo il piano di ripartenza del calcio azzurro, non è andato a buon fine. L’anno sabbatico di Pep è destinato a continuare: “In questo momento non me la sento, ma grazie sono onorato”, il virgolettato riportato dalla Gazzetta della Sport arrivato nella notte italiana, dopo che ieri i dirigenti federali avevano parlato alla stampa di una trattativa ancora in corso, per la quale l’aspetto economico non sarebbe stato decisivo. Si era parlato di venti milioni annui da dare all’allenatore, cifra poi smentita dagli stessi che aveva riacceso le speranza di far sedere sulla panchina azzurra il miglior allenatore del millennio. Che di certo non fa volontariato.

Guardiola, il sogno di una notte di mezz’estate. E anche Buffon ha detto ‘no’

Sarebbe stato il salvatore di un movimento in caduta libera, ma è destinato a rimanere il sogno di una notte di mezz’estate. Un’illusione svanita nel nulla. Il tentativo – anche se la corsa al nuovo ct sta prendendo i tempi di una maratone – è stato però legittimo, e già simbolo di un cambiamento (nei modi e nelle ambizioni) che in Federazione si avverte. Ma di iniziare un progetto di 8-10 anni, il buon vecchio Pep proprio non se la sentiva. Resterà in vacanze dopo 10 lunghi anni in cui ha vinto tutto col Manchester City  (6 Premier, 3 FA Cup, 5 Coppe di Lega, 3 Community Shield, una Champions, una Supercoppa UEFA, un Mondiale per Club), si godrà la famiglia, un periodo di riposo lontano dallo stress, l’Italia non è un suo affare. Quello di Guardiola, oltretutto, non è l’unico ‘no’ ricevuto dalla nuova corte azzurra. Anche Gigi Buffon, che recentemente si era dimesso da capo-delegazione – avendo sponsorizzato la nomina di Gattuso – ha comunicato di non voler rientrare con motivazioni simili.

Il piano B è Andrea Pirlo. Linea verde

Per l’Italia guidata dal triumvirato Malagò Maldini Leonardo ora prende forma il piano B: Andrea Pirlo. È lui il favorito, fortemente voluto dal nuovo direttore tecnico e presidente del club Italia. Il ‘Maestro‘ è il nome da cui ripartire per una visione di lungo termine tutta azzurra, e con un risparmio – notevole – sull’ingaggio che eviterà alla federazione manovre articolate per stanziare un budget straordinario. D’altronde – ha ricordato Malagò – dopo la qualificazione mancata ai mondiali bisognerà “stringere la cinghia”. Lo stipendio di Pirlo sarà congruo alla linea dell’Italia: verde. E quei 10 milioni da trovare per Guardiola, forse, potranno esser investiti per fare crescere il movimento.

Redazione

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