La scelta del prossimo commissario tecnico della Nazionale italiana è quasi giunta al capolinea, anche perché il 25 settembre ci sarà l’esordio a Roma contro il Belgio in Nations League e chiunque siederà sulla panchina azzurra dovrà avere un tempo minimo per poter lavorare con la squadra. Giovedì 23 luglio è prevista una riunione tra la Figc e i rappresentanti dei club di Serie A per il programma della prossima stagione, e non è detto che l’annuncio del nuovo Ct non arrivi proprio in questa occasione.

Il sondaggio

I tifosi italiani sono profondamente delusi dopo la terza debacle di fila che ha visto la nostra Nazionale non partecipare all’ennesimo Mondiale. Così La Gazzetta dello Sport ha deciso di chiedere a 700 di loro da quale allenatore ripartirebbero per un gettare le basi su un roseo futuro. La prima scelta ha ripiegato sul profilo di Pep Guardiola, con un gradimento del 34%. Dietro di lui Conte con il 19% e Mancini e Pirlo al 17%.

Quanto manca all’annuncio

La scelta del nuovo Ct era finita negli ultimi giorni in mano a Maldini e Leonardo, che sembravano aver optato per Andrea Pirlo. Malagò e la Lega Serie A non condividevano lo stesso interesse per l’ex campione del mondo, fatto che ha contribuito alla sua perdita di quotazione. Poi, il summit a Barcellona per provare a convincere Guardiola, con il tecnico spagnolo che non hai mai chiuso definitivamente le porte agli Azzurri, anche se aveva ribadito più volte di volersi prendere una pausa dopo l’addio al Manchester City. Più no che sì, al momento, una sua accettazione dell’incarico. Roberto Mancini e Antonio Conte sono pronti in caso di emergenza.

L’intervento di Malagò

Il presidente della Figc Giovanni Malagò è intervenuto ai microfoni di Cronache di Spogliatoio, confermando l’esistenza della trattativa con Guardiola e di avere anche delle piste più ampie: “Si sono fatte delle eccezioni che ad esempio possono riguardare il nome che sta circolando prepotentemente in queste ore: Pep Guardiola. Eccezioni per motivi ovvi che non sto qui a spiegare, ma non è detto che questa cosa vada in porto. Credo che sia stato comunque giusto e importante aprire un dialogo e tenerlo vivo e caldo. Non si tratta assolutamente di una mancanza di rispetto o di riguardo nei confronti di altri soggetti, perché su di essi il confronto è già partito e poi uno può optare su qualcuno che magari è generazionalmente di una scuola più recente e lì la questione è molto soggettiva. Campo ristretto a Guardiola, Pirlo e Mancini? No, nel modo più assoluto. Si ragiona su un certo profilo e sicuramente questi nomi rientrano in quella categoria“.