Un’insegnante del liceo classico Racchetti di Crema è stata sospesa dall’incarico per aver rifiutato il vaccino anti-covid. Non è l’unica, certo, ma in questo caso lei stessa lo ha comunicato in una lettera, indirizzata agli studenti, nella quale ha definito il farmaco “sacro siero”, come definito dal filosofo Diego Fusaro. La vicenda è diventata un caso, in questi giorni di caos per il rientro a scuola e le polemiche sulla Dad e le decisioni del governo, dopo che la sindaca Stefania Bonaldi sul suo profilo Facebook ha risposto duramente alla docente.

“Ciao a tutti – si legge nella lettera della docente postata dalla sindaca sul social – Come penso sappiate, sono stata sospesa ‘amorevolmente’ (a metà mattina, senza neanche poter mettere piede nell’altra classe) dal servizio in quanto inadempiente all’obbligo ‘vaccinale’. Ossia ho rifiutato la ‘benedizione del sacro siero’ (l’espressione è del bravissimo Diego Fusaro). D’altronde io rispondo solo alla mia coscienza e dopo discernimento, a fronte di una situazione che sta degenerando evidentemente (dove l’aspetto sanitario poco o nulla ormai c’entra), da persona libera esercito la mia volontà, costi quel che costi. Ovviamente mi dispiace, vi auguro un buon proseguimento, vi porto nel mio cuore e nelle preghiere, come d’altronde ho sempre fatto”.

L’insegnante ha citato dunque il filosofo Diego Fusaro, contrario all’obbligo di vaccino e al Green Pass. L’obbligo vaccinale è previsto a tutto il personale scolastico a partire dal 15 dicembre – con le relative eccezioni del caso. Chi non presenta alcuna documentazione viene sospeso dal lavoro con diritto di conservazione al posto ma senza retribuzione né altri compensi o emolumenti. La sospensione è efficace fino alla comunicazione da parte dell’interessato, al datore di lavoro, dell’avvio o del successivo completamento del ciclo vaccinale primario o della somministrazione della dose di richiamo, e comunque non oltre il termine di sei mesi dal 15 dicembre 2021.

Il caso è montato dopo che la sindaca Bonaldi ha voluto rendere note le parole dell’insegnante pur mantenendone l’anonimato. La prima cittadina ne ha fatta una questione di “esempio”, proprio verso gli studenti, ha citato numeri e dati dell’Istituto Superiore di Sanità e, in definitiva, a una lettera ha risposto con una lettera. “Ho volutamente ‘anonimato’ la mittente per tutelarne la riservatezza, ma non faccio altrettanto con le sue parole, che trovo assai gravi. Forse, professoressa, si attendeva un premio alla carriera per essere una ‘tutta d’un pezzo’, anziché essere ‘amorevolmente’ messa alla porta? Intanto, quale che sia la sua disciplina, credo sarebbe il caso orientasse il suo pensiero critico innanzitutto per approfondire ciò di cui parla con tanta, troppa disinvoltura.

Chiamare un ‘vaccino’ col nome di ‘siero’, in termini biomedici la componente liquida del sangue, costituisce un grossolano errore. Magari affidarsi ad un biologo anziché ad un filosofo aiuterebbe. Dichiarare che ‘ormai l’aspetto sanitario non c’entra nulla’ mi pare poi una frase ad effetto e fuori dal tempo. Si documenti andando a vedere i numeri, ce ne sono una infinita’ e l’ultimo rapporto dell’IIS è illuminante. I numeri non mentono. Prendiamo solo i dati sulle terapie intensive (rilevati dalla Fiaso nei 21 ospedali sentinella), vuole? Oltre sette letti su dieci, cioè il 72%, è occupato da pazienti non vaccinati. Persone dai 18 agli 83 anni che prima non avevano particolari patologie. A differenza del restante 28% di pazienti vaccinati con due dosi ma finiti in terapia intensiva: due su tre presentava altre gravi patologie, che potrebbero aver determinato una ridotta efficacia del vaccino.

A fare due conti, dunque, emerge che dei 1.428 posti di terapia intensiva ormai occupati in tutta Italia, oltre mille sono dedicati a persone che avrebbero potuto vaccinarsi, senza aggravare la pressione sugli ospedali. Quindi, signora mia, quel suo ‘costi quello che costi’ mi pare assai azzardato e fuorviante, perché in realtà il costo della sua ‘libera scelta’, signora prof che usa il discernimento, lei lo sta scaricando sulla comunità. Un bell’esempio, anche per i suoi studenti, che mi auguro abbiano altre occasione di approfondimento e di confronto sul tema, oltre alle sue parole inadeguate e gravi, che non basterà qualche “preghiera” per emendare”.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.