Le parole di Luigi Di Maio sul garantismo? Ampiamente dimenticate, ammesso che qualcuno abbia realmente creduto alla ‘conversione’ del Movimento 5 Stelle, col ministro che tuonò contro “l’imbarbarimento del dibattito legato ai temi giudiziari”.

Una storia che riemerge dal dibattito di oggi nell’aula della Camera quando prende la parola il deputato 5 Stelle Vittorio Ferraresi (già sottosegretario alla Giustizia nel governo Conte I, braccio destro dell’allora Guardasigilli Alfonso Bonafede) durante la discussione sul decreto proroghe. Ferraresi torna infatti sul caso di Simone Uggetti, ex sindaco di Lodi assolto dall’accusa di turbativa d’asta dopo un lungo iter cominciato nel 2016 che lo portò anche in carcere.

Secondo il deputato Ferraresi, che dimentica la ‘svolta garantista’ di Di Maio, l’assoluzione da parte della magistratura non significa che una forza politica non debba valutare politicamente la condotta di un amministratore.

Il sindaco di Lodi, denuncia Ferraresi in Aula, “aveva commesso attività che politicamente contrastavano con i principi di trasparenza e onore. Questa attività è stata ammessa da lui stesso, siamo contenti che il sindaco sia stato prosciolto, ma questo non vuol dire che una forza politica non debba valutare politicamente gli atti di un amministratore. Un conto è la fase del procedimento penale, un conto sono fatti che a livello politico sono da condannare o meno”.

Il parlamentare grillino quindi difende l’operato dalla magistratura, perché se è pur vero che “ci sono stati brutti esempi di attività di alcuni magistrati ed è necessaria una riforma del Csm”, per Ferraresi “non si può colpire una intera categoria”.

Parole di fuoco che riaccendono lo scontro col Partito Democratico, quella forza che dovrebbe unire 5 Stelle, sinistra e centristi nel famoso ‘Nuovo Ulivo’ a guida Enrico Letta. Contro l’intervento di Ferraresi i Dem passano infatti al contrattacco: “Sto sentendo in aula un intervento di un Cinque Stelle sulla giustizia che mi fa letteralmente orrore. Non ho altre parole se non due: pensarci bene. Ma bene bene“, scrive su Twitter il deputato Pd Filippo Sensi. A Ferraresi risponde anche Stefano Ceccanti: “Un deputato M5s in Aula attacca l’ex sindaco di Lodi, uscito innocente dal processo. Gli ho ricordato le parole del ministro Di Maio che aveva definito gli attacchi nei giorni successivi all’arresto, ‘profondamente sbagliati’ e condotti con modalità ‘grottesche e disdicevoli”.

Ma l’intervento più duro è sicuramente quello di Andrea Marcucci, ex capogruppo al Senato del Pd, che tira in ballo la possibile alleanza col Movimento guidato da Giuseppe Conte, sia in Italia che in Europa. “Sostenere che una persona innocente secondo il tribunale debba comunque essere condannata dalla politica, è una forma di perverso giustizialismo 2.0. Consiglio all’onorevole 5stelle Vittorio Ferraresi di non perseverare. Il M5S rischia di diventare diabolico. L’ex sindaco di Lodi Uggetti come ammesso anche dal ministro Di Maio ha già sofferto abbastanza gogna. Il M5S sappia che liberarsi dal giustizialismo, sarà precondizione richiesta per alleanze democratiche in Italia ed in Europa”, scrive su Facebook Marcucci.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia