Abbiamo ricevuto e pubblichiamo la replica del presidente dell’EAV Umberto De Gregorio. P.S. Da giovani siamo riformatori, da vecchi siamo conservatori. Il conservatore cerca la prosperità, il riformatore cerca la giustizia e la verità!

Mi spiace che la giovane giornalista Sabella abbia completamente frainteso quello che ho detto ieri in conferenza stampa. E mi dispiace doverla deludere: non c’è nessun mea culpa da parte mia. Forse la giornalista ignora che in Eav ci sono più rami di azienda. Uno è quello del “trasporto”, che faticosamente abbiamo gestito con treni vecchi ed infrastruttura antica. Un altro è quello degli “investimenti” (EAV è soggetto attuatore degli investimenti per conto della Regione Campania), che abbiamo ripreso a fare con coraggio assumendocene tutte le responsabilità.

Il personale qualificato serve sia per la gestione dell’esercizio sia per quello degli investimenti. Abbiamo fatto mille assunzioni negli ultimi tre anni nel trasporto, ma negli investimenti (abbiamo lavori da realizzare ad oggi per oltre 4 miliardi di euro) serve personale estremamente qualificato che si fatica a trovare. Ingegneri di cantieri ed esperti di rendicontazione sono merce rara, oggi non solo per EAV. Quanto ai passeggeri sui binari purtroppo sono capitati perché quando si hanno treni vecchi si deve decidere: o si ferma l’esercizio oppure si rischia qualche volta che il treno si ferma. Su oltre ducentomila corse di treni all’anno, che sia capitato una volta è spiacevole, ma succede anche a Roma ed in Lombardia.

Consiglierei alla giovane e brava giornalista di ascoltare con più attenzione. Qualche dato forse l’aiuterà a riflettere: sei anni fa EAV aveva 750 milioni di debiti, non veniva fatta nessuna assunzione da 15 anni, non veniva comprato un treno o un pullman nuovo da dieci anni. Negli ultimi sei anni abbiamo azzerato i debiti, abbiamo comprato 200 pullman nuovi e 30 treni nuovi, abbiamo riaperto tutti i cantieri ed abbiamo messo le basi per rinnovare tutta l’infrastruttura ferroviaria di strutture che risalgono a 130 anni fa e che necessitavano di interventi non cinque anni fa ma 35 anni fa. Abbiamo già assunto 1.000 persone ed abbiamo necessità oggi di personale estremamente qualificato, che si fatica a trovare, in particolare nelle aziende pubbliche dove le responsabilità sono tante e gli stipendi modesti. Tutto qui. Nessun mea culpa, nessun orgoglio. Solo la serenità d’animo di lavorare con impegno e serietà alle condizioni date.

Umberto De Gregorio