Si è aperto lunedì il processo all’azienda svedese dell’arredamento Ikea, accusata di spiare i dipendenti a lavoro, in maniera del tutto illegale. La durata dell’azione giudiziaria durerà fino al 2 aprile e le indagini si svolgeranno in diversi punti vendita francesi. Già nel 2012 la Procura di Versailles ha ricevuto la chiave USB dove all’interno c’erano le prove che convalidavano una denuncia presentata da un dipendente del negozio Ikea Paris Nord. Due giornali francesi Le Canard enchaîné e Mediapart avevano pubblicato quella stessa mattina, del 29 febbraio, estratti che evidenziano un vasto sistema di sorveglianza illegale, per diversi anni, all’interno dell’azienda di mobili svedese. In quell’anno vennero licenziati quattro dirigenti della società.

Il nuovo processo è rivolto alla società e a quindici persone, tutti accusati di raccolta di dati a carattere personale in un file con mezzi fraudolenti, abuso della finalità del trattamento dei dati personali, divulgazione volontaria illecita di dati personali e violazione del segreto professionale. Per riassumere le varie accuse in una sola parola, è spionaggio.

Ikea rischia una multa da quadi 4 milioni di euro e oltre al danno economico, c’è anche un danno all’immagine dell’azienda che molto spesso viene definita come uno tra i posti migliori al mondo dove lavorare. La filiale francese è rappresentata legalmente da Karine Havas, amministratore delegato e direttore finanziario e oltre a lui, il processo sarà fatto anche ai direttori dei vari negozi, al servizio di sicurezza all’interno di essi e anche ad alcuni ex dirigenti come ad esempio a Stefan Vanoverbeke, CEO dal 2010 al 2015 e al suo predecessore Jean-Louis Baillot.

Secondo la procura di Versailles, il sistema di spionaggio non era rivolto solo ai dipendenti ma anche a tutte le persone che si candidavano per un posto di lavoro su tutto il territorio francese. Veniva monitorato lo stile di vita, la fedina penale e altro ancora. “Questo è un processo che dovrebbe essere esemplare” ha affermato Adel Amara, ex delegato sindacale in un negozio Ikea a Franconville. Amar Lagha, segretario generale del sindacato Cgt del settore del commercio e dei servizi, aggiunge: “siamo qui oggi per dimostrare che c’è questo tipo di manovre nelle aziende che fanno la polizia dei sindacati e soprattutto dei dipendenti“.

Gli avvocati della difesa, puntano sul fatto che l’indagine ha ancora molte lacune e già ci sono stati vari tentativi di richiesta di annullamento del processo, ad esempio Olivier Baratelli, avvocato dell’ex direttore delle risorse umane Claire Hery, ha annunciato che chiederà l’annullamento del processo, sostenendo la tesi di una “favola fabbricata dai sindacati”.