Le Ragioni di Israele
Il convegno sull’incomprensione reciproca tra Israele e l’Occidente per creare uno spazio di ascolto reciproco
Si è tenuta ieri a Trieste una giornata di confronto dal titolo «Italia e Israele: l’una nello sguardo dell’altra – Come Israele percepisce l’Occidente e come l’Italia percepisce Israele». L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione E361, realtà di ricerca culturale interdisciplinare nata nel 2020, e dall’Associazione Italia Israele di Trieste, con la collaborazione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Comunità Ebraica di Trieste.
Il contesto e gli obiettivi
Il progetto nasce dalla constatazione di una crescente incomprensione reciproca tra Israele e l’Occidente, acuitasi dopo il 7 ottobre 2023 e i conflitti che ne sono derivati, da Gaza al confronto con l’Iran. Da un lato l’opinione pubblica israeliana percepisce un progressivo allontanamento occidentale dalle proprie ragioni di sicurezza; dall’altro, in Europa, si fatica a comprendere la scelta di dare priorità alla via militare rispetto a quella diplomatica. A questo si aggiunge una crescente tolleranza verso forme di odio antisionista e antisemita in alcuni ambienti occidentali, e un’incomprensione della posizione ritenuta ambigua del Vaticano.
L’obiettivo dichiarato dell’incontro non è dirimere queste divergenze, ma creare uno spazio di ascolto reciproco: prima le voci israeliane hanno esposto la propria visione dell’Occidente, poi quelle italiane e occidentali hanno offerto la propria lettura di Israele, della guerra e delle sue scelte politiche. Solo in un secondo momento sono stati previsti veri spazi di dibattito e confronto diretto tra i relatori.

Il programma della giornata
I lavori, moderati da Guido Galetto, si sono aperti con i saluti istituzionali del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. Hanno preso parola il ministro degli Affari Esteri dello Stato d’Israele Gideon Sa’ar, il presidente della Comunità Ebraica di Trieste Alessandro Salonichio, l’ambasciatore d’Israele in Italia Jonathan Peled e il ministro degli Affari della Diaspora Amichai Chikli.
La prima sessione, «Israele, Italia e diaspora: sguardi incrociati», è stata affrontata da Omer Lachmanovitch, direttore del quotidiano Israel Hayom, da Dror Eydar, ex ambasciatore d’Israele in Italia e collaboratore del ministro degli Esteri, e da Felice Friedson, fondatore e presidente di «The Media Line», mettendo in luce il ruolo dei media nell’alimentare l’odio. Invece Ariel Bulshtein, avvocato e consigliere di governo, e Lachmanovitch si sono concentrati sul modo in cui l’Italia è percepita in Israele. Edna Calò Livne, già candidata al Premio Nobel per la Pace nel 2005 e al Premio Sacharov nel 2006, e Yehuda Calò Livne hanno analizzato la nuova generazione israeliana dopo il 7 ottobre. Rosj Domini, insegnante friulana di italiano in Israele, ha fornito una preziosa testimonianza personale sulla guerra vissuta con doppia sensibilità, friulana e israeliana.
Alla sessione pomeridiana, «Gli occhi dell’Italia su Israele», hanno partecipato Giulia Sorrentino e Fausto Biloslavo, moderati da rav Ariel Haddad. Sono seguiti gli interventi degli storici Claudio Vercelli e Alessandra Veronese, docente di Storia medievale ed ebraica all’Università di Pisa. L’interessante approfondimento sul mondo dei network è stato affidato ad Andrea Lombardi e Klaus Davi, moderati da rav E. A. Meloni. Dopo i saluti conclusivi, in Piazza Verdi si è tenuto il concerto klezmer con «The new original klezmer ensemble».
Un evento con eco internazionale
La giornata, riservata a un pubblico qualificato del mondo intellettuale, giornalistico, politico e civile, ha ricevuto l’adesione di tre testate: Il Giornale per l’Italia, Israel Hayom per Israele e The Media Line per gli Stati Uniti, a conferma della rilevanza internazionale attribuita all’iniziativa triestina. Trieste, città di frontiera e da sempre crocevia tra culture, si è confermata così per un giorno luogo simbolico di un dialogo complesso e tuttora aperto tra Italia, Israele e Occidente.
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