“Se la crisi si prolunga dobbiamo prendere misure universalistiche per raggiungere anche le fasce sociali più vulnerabili: le famiglie numerose, oltre a chi lavorava in nero”. Parole e ‘musica’ di Peppe Provenzano, il ministro del Sud del governo Conte, che in una intervista al Corriere della Sera apre alla possibilità di aiutare anche chi oggi lavora in nero per fronteggiare l’emergenza, anche economica, provocata dal Coronavirus.

Ciò che non è chiaro, ovviamente, è come sia possibile fornire aiuto a lavoratori fantasma, anche perché questi andrebbero prima di tutto scovati o dovrebbero ‘confessare’ l’illecito compiuto. Mistero anche sul tipo di misura che l’esecutivo potrebbe fornire ai lavoratori in nero.

Ma a preoccupare Provenzano è soprattutto la tenuta del Mezzogiorno nel caso l’epidemia di Covid-19 scoppiasse anche sotto Roma. “Al Sud abbiamo due settimane di tempo in più, perché il virus si è diffuso dopo – ricorda il ministro – Non dobbiamo sprecarle: il distanziamento va applicato con la massima cura e intanto dobbiamo ampliare la disponibilità di letti in terapia intensiva. A Sud partivamo da quasi 1.700 posti, ora siamo a 2.400 e dobbiamo arrivare al più presto almeno a 3.500”.

Ma il ministro per la Coesione Sociale ricorda anche che “se l’epidemia fosse scoppiata al Sud sarebbe stata un’ecatombe. Non lo dico con sollievo, ma con rabbia. È il frutto del disinvestimento nella sanità pubblica, di alcune degenerazioni regionali, della scelta di puntare sul privato”. Provenzano ricorda però con orgoglio che “i malati di Bergamo oggi sono accolti negli ospedali in Sicilia o in Puglia e che dei quasi ottomila medici che si sono fatti avanti per dare una mano in Lombardia, moltissimi sono del Sud. Tutto il Paese sta dando una prova di responsabilità”.

Quanto invece alle strategie e alle mosse in atto nel Mezzogiorno per fronteggiare l’emergenza, Provenzano spiega che “questa settimana dovrebbe entrare a regime l’approvvigionamento di macchinari e andranno distribuiti su tutto il territorio nazionale. Domenico Arcuri, il commissario straordinario, conosce bene le criticità del Sud. Lui rappresenta una garanzia”, conclude il ministro.