E’ stata bloccata la vendita all’asta di Casa Ansorena a Madrid del lotto numero 299 in quanto il pezzo deve essere controllato e studiato più a fondo poiché potrebbe trattarsi del dipinto “Ecce homo” di Caravaggio. Il dipinto, studiato in modo superficiale, è stato considerato dai proprietari come un normalissimo quadro di tela intitolato “L’incoronazione di spine” attribuito a José de Ribera che ha un valore di 1.500 euro.

Il pittore romano de Ribera è noto per essere stato un seguace del caravaggismo. Il primo che si è interessato al dipinto è stato il critico d’arte italiano Vittorio Sgarbi che comunica a un suo amico Antonello di Pinto che secondo lui il quadro è di Caravaggio ed è intenzionato a portalo in Italia, ma apprende dopo pochi giorni che l’opera è stata ritirata dall’asta di Madrid. Come spesso succede, non solo nel mondo dell’arte, quando qualcosa costa poco, gli interessati sono sempre di meno mentre se il prezzo sale, aumenta anche il numero delle persone cui l’oggetto inizia a far gola. Il problema principale ora è che avendo ritirato il quadro dall’asta, i proprietari possono venderlo a chiunque e se il capolavoro è veramente del Caravaggio c’è il rischio che non torni mai in Italia. Il prezzo per un’opera del genere potrebbe variare, infatti, dai 100 e 150 milioni di euro se venduto a un privato oppure 40-50 milioni se si vende ad un museo come il Prado.

Il mistero sul reale autore del quadro non è iniziato solo in base all’esperienza che qualunque esperto d’arte ha ma ovviamente sono stati studiati anche determinati documenti. L’Ecce homo fu dipinto per il cardinale Massimi di cui lo stesso Caravaggio scrive: “Io, Michel Angelo Merisi da Caravaggio, mi obbligo a presentarmi davanti all’illustre Massimo Massimi per essere stato pagato per un quadro di valore e grandezza come quello che ho già fatto per lui dell’incoronazione di Crixto… 25 giugno 1605“.

Secondo Sgarbi non ci sono dubbi che il quadro appartenesse a Caravaggio e l’impronta del pittore si nota nello sguardo brutale dell’uomo a sinistra e nella mano che regge il drappeggio rosso della stola, elementi chiave indiscutibili del pittore. Nel mondo dell’arte non sono tutti d’accordo con Sgarbi. Infatti il soprintendente della Soprintendenza speciale per il Polo Museale Napoletano,  Nicola Spinosa dice che non è un Caravaggio ma l’autore era un seguace del caravaggismo. Secondo Spinosa infatti il quadro ritirato dall’asta è pari al quadro esposto al Museo Nacional del Prado di Mina Gregori, esperta di fama mondiale soprattutto di Caravaggio.

Laureata in relazioni internazionali e politica globale al The American University of Rome nel 2018 con un master in Sistemi e tecnologie Elettroniche per la sicurezza la difesa e l'intelligence all'Università degli studi di roma "Tor Vergata". Appassionata di politica internazionale e tecnologia