Grazie allo sforzo condiviso di diversi appassionati di spazio, informatica e crittografia su internet è stato possibile decifrare uno dei diversi messaggi nascosti dalla Nasa nel rover Perseverance, che da giorni si muove sulla superficie di Marte in cerca di nuove forme di vita e per raccogliere materiali da analizzare.

Una frase in codice, pronunciata da Theodore Roosvelt, inserita nel paracadute che ha permesso alla navicella di atterrare intatta sul suolo del pianeta rosso. “Dare mighty things”, “Osa cose straordinarie” in inglese, è il messaggio che si ricava interpretando l’alternanza di spazi arancioni e bianchi che compongono il tessuto del paracadute.

L’alternanza dei due colori aveva indotto a pensare all’utilizzo del sistema numerico binario, alla base dell’informatica e basato su due soli simboli, solitamente indicati con 0 e 1. A ogni sezione bianca dei tasselli era stato assegnato un 1 e a ogni parte arancione uno 0. Alcuni avevano poi pensato che la sequenza potesse essere utilizzata per ricostruire un’immagine, altri avevano invece intuito che il codice nascondesse una frase.

Dividendo la sequenza di 1 e 0 in sezioni da 10 cifre, si è scoperto che ciascuna sezione poteva essere convertita in un numero corrispondente a una lettera dell’alfabeto: 1 per la A, 2 per la B, 3 per la C e così via. La combinazione delle lettere, prese in senso orario e a seconda delle sezioni colorate sul paracadute, ha consentito di ricostruire la frase.

L’idea era venuta a Ian Clark, responsabile per conto della NASA dello sviluppo del paracadute di Perseverance. L’ingegnere era venuto a sapere che il rover sarebbe stato dotato di diverse videocamere per riprendere il difficoltoso atterraggio, ed era quindi necessario che il paracadute avesse un motivo diverso per identificarne più facilmente l’orientamento. Clark pensò che quella necessità potesse offrire un’opportunità per “divertirsi un poco”. Chiese a Matt Wallace, uno dei capi della missione spaziale, se potesse prendersi qualche licenza nel disegno del motivo sul paracadute, e Wallace gli diede il permesso a patto che “fosse appropriato e non potesse essere frainteso”.

La frase è uno dei motti non ufficiali del Jet Propulsion Laboratory (JPL), la divisione della NASA che si occupa dello sviluppo e della gestione delle missioni robotiche spaziali. Theodore Roosevelt la pronunciò nell’aprile del 1899, un paio di anni prima di essere eletto presidente, durante un discorso tenuto a Chicago: “È molto meglio osare cose straordinarie e ottenere gloriosi trionfi, anche se macchiati da qualche fallimento, che essere tra coloro di scarsa iniziativa che non godono o patiscono molto, perché vivono in un’area grigia che non conosce né la vittoria né la sconfitta”.

I responsabili di Perseverance hanno spiegato che alcune sorprese devono ancora essere scoperte, perché si trovano nella parte frontale del rover che diventerà visibile solo nelle prossime settimane.

Redazione