Sigfrido Ranucci non è solo il conduttore di Report, è il vicedirettore di RaiTre. “Bollinato dai cinque stelle”, ci dice chi conosce il Cencelli Rai. Ma sono bollinati tutti, non fa notizia. E neanche fa notizia che sia proprio dagli uffici della direzione di RaiTre che siano partite le telefonate per tenere Fedez imbrigliato. «Non ne sapevo niente», si è giustificato Ranucci ai microfoni amici di Fabio Fazio. «Da quello che ho ricostruito c’è stato un grande cortocircuito di comunicazione», ha aggiunto per cavarsene fuori.

Di corto circuiti ne sa qualcosa, Report. Fa spesso partire treni che non arrivano da nessuna parte, ma intanto fanno un gran rumore. Con l’Italia nella pentola a pressione delle ultime inquietanti notizie sulle trame dei magistrati tra Palamara e Loggia Ungheria, con il caso di Ciro Grillo sulla graticola di una doppia indagine, con le inchieste sulle mascherine e sulla gestione Arcuri tutte da sviluppare, Report non trova altro da fare che dedicarsi con una persecuzione continua, pervicace, ostinata e anche un po’ ripetitiva a qualsiasi cosa riguardi Matteo Renzi. Ed è il caso del video che la trasmissione ha messo in onda lunedì, in cui Matteo Renzi viene filmato in compagnia di Marco Mancini lo scorso 23 dicembre, nel parcheggio dell’Autogrill di Fiano Romano. Un colloquio all’aria aperta, tra due personalità che si conoscono da anni, in uno dei luoghi più frequentati da chiunque in Italia, come l’area di sosta dell’Autogrill alle porte di Roma, diventa nella narrazione di Report un “incontro carbonaro” denso di misteri. Renzi viene raggiunto da un giornalista di Report e decide a sua volta di filmare l’intera realizzazione dell’intervista, di cui tra stop and go Ranucci metterà in onda solo pochi secondi.

Il video dell’Autogrill è un caso. Perché l’autore è anonimo. Sarebbe una donna, viene detto. Ma la trasmissione inquadra un’ombra, alla quale viene distorta la voce: potrebbe essere a quel punto chiunque, anche un giornalista. L’anonima autrice asserisce di aver filmato Mancini e Renzi per puro caso. «Perché ho notato un tipo losco», ha dichiarato, «dopo essermi fermata al volo in sosta perché viaggiavo con mio padre che non si sentiva bene». Avrebbe così deciso di filmare per 40 minuti l’incontro tra l’agente segreto e il leader di Italia Viva, riuscendo anche a dettare, benché chiusa nell’abitacolo della macchina a decine di metri di distanza, le parole esatte con cui Mancini si è accomiatato dall’interlocutore: «Rimango sempre a tua disposizione». Una dinamica che non sta in piedi in nessun modo, ma che Ranucci ha difeso in prima persona.

«Che la storia della signora che stava casualmente lì e si mette a riprendere un signore in giacca e cravatta del quale percepisce un atteggiamento losco a distanza di decine di metri, con i finestrini chiusi e che però sente i due che si salutano dicendo dove vanno non è solo un’offesa all’intelligenza ma un inquietante episodio su cui si dovrebbero interrogare tutti e a tutti i livelli», dichiara il deputato Iv Roberto Giachetti al Riformista. Dal centrodestra, Matteo Salvini si unisce alla sorpresa: «Non ho visto il servizio di Report. Io di esponenti dei Servizi segreti ne ho incontrati a decine. Non all’autogrill, ma per parlare di immigrazione, di sicurezza nazionale, di aziende. Incontrare degli uomini dei servizi di sicurezza mi sembra assolutamente normale, poi ognuno può incontrarli in autogrill, al monastero, a via del corso, nel suo ufficio, non mi sembra niente di particolare». È Renzi stesso a smontare l’episodio, “da manuale di complottismo”. Scrive nella sua e-news: «Nella storia di Report ci sono molti punti oscuri: la signora che gira il video “si disinteressa del padre”, che sta male, come riferito dalla stessa testimone “e inizia con un telefonino a girare – senza scendere dalla sua macchina – un video».

Renzi e un «tipo elegante ma losco stanno 40 minuti a chiacchierare fuori dall’Autogrill. Complimenti alla batteria del cellulare», commenta il leader di Italia Viva. «Renzi e il signore elegante ma losco si salutano» e la signora «chiusa dentro la macchina riesce a registrare le parole di commiato “lei sa dove trovarmi”, che sembrano quasi una minaccia. Il fatto che la signora riesca a distanza di metri, col finestrino chiuso, a sentire le parole, senza neanche leggere il labiale perché i due indossano una mascherina, è straordinario», osserva Renzi che continua nell’elenco: «La signora spiega che il signore elegante ma losco gira e torna a Roma, mentre Renzi va verso Firenze. Come è possibile? Se Report non ha cambiato nottetempo le regole del codice della strada, quando ci sono due auto provenienti da Sud – ferme nell’Autogrill di Fiano Romano – entrambe sono obbligate ad andare verso Firenze, perché in autostrada non si può tornare indietro, fino a che non c’è un casello».

Per Renzi, quindi, «chi ha scritto il copione della signora si è dimenticato di questa piccola contraddizione dimostrando che siamo in presenza di un racconto falso». E sempre per Iv il deputato Luciano Nobili ha presentato una interrogazione parlamentare al Mef, chiedendo di sapere se esiste un rapporto con una società di produzione video lussemburghese, la Tarantoula Luxembourg Sarl, pagata per confezionare servizi particolarmente ostili verso Renzi. La risposta scritta è attesa a breve.

Romano e romanista, sociolinguista, ricercatore, è giornalista dal 2005 e collabora con il Riformista per la politica, la giustizia, le interviste e le inchieste.