Quando in Italia iniziava a propagare la pandemia c’era un paese che era stato dato per “spacciato” con 100mila contagi al giorno di Covid. Parliamo dell’India, uno dei paesi più popolosi al mondo e dove si sa, le condizioni igienico sanitarie non sono mai state delle migliori. Eppure quel paese dall’altra parte del mondo, senza far nulla, sta uscendo dall’emergenza.

NUMERI A CONFRONTO – A settembre i contagi in Italia cominciavano lentamente a risalire e se ne registravano fra i 1.000 e i 2.000 al giorno. In India improvvisamente arrivarono fin quasi a 100 mila quotidiani, con 1.000-1.100 decessi al giorno. Nello stesso periodo in Italia non morivano più di 10-20 persone quotidianamente con Covid e per Covid. Tenendo conto che in India ci sono 1 miliardo e 388 milioni di persone contro i 60milioni italiani in media i decessi giornalieri erano il triplo di quelli nostrani. Poi a fine settembre il numero dei contagi in India è crollato all’improvviso fino ad arrivare ai numeri odierni più contenuti. Oggi si registrano 11-12 mila nuovi casi al giorno e 100-120 decessi. In Italia i morti sono 300-400 al giorno e i nuovi casi 10-13 mila. Un numero enorme se si pansa che in India ci sono 23 volte in più di abitanti.

IL MISTERO – Cosa può essere successo in India per cui si è registrata questa inversione di tendenza? Le misure di prevenzione indiane non sono state più severe rispetto a quelle italiane. Non ci sono stati lockdown dopo il 30 maggio e le limitazioni tra gli spostamenti persistono solo in alcune zone. Per il resto c’è solo l’obbligo di mascherine e le scuole stanno riaprendo come in Italia. Un vero mistero se si considera che secondo una stima di The Lancet il sistema sanitario indiano si colloca al 145° posto su 195 paesi che compongono la classifica. A tutto questo possono esserci delle spiegazioni anche se non scientificamente provate.

SISTEMA IMMUNITARIO – La prima ipotesi porterebbe a credere che il sistema immunitario degli indiani si sia fortificato nel tempo e con la presenza vasta di virus di ogni genere. Malaria, tifo, colera, dengue ed epatite sono malattie diffuse a cui gli indiani sopravvivono. Insomma un sistema immunitario molto più stimolato di quello degli occidentali.

CLASSI D’ETA’ – Il popolo indiano è molto giovane: solo il 6% ha più di 65 anni. Più della metà della popolazione ha meno di 25 anni. Il Covid, come abbiamo visto in questo primo anno di pandemia, colpisce gravemente di più gli anziani, mentre nei giovani si manifesta in forma lieve o asintomatica.

IL CLIMA – Secondo alcuni studi i climi caldi e umidi renderebbero il Covid meno attivo, mentre climi freddi e asciutti lascerebbero il virus galleggiare nell’aria più facilmente. Secondo Elizabeth McGraw, direttrice del Center for Infectious Disease Dynamics della Pennsylvania State University “quando l’aria è umida e calda, le goccioline cadono al suolo più velocemente, e questo rende la trasmissione del virus più difficile”. Tuttavia gli scienziati hanno evidenziato che le città in cui c’è più smog nell’aria la diffusione del virus sarebbe maggiore. Ma in India evidentemente non è così, nonostante la presenza di città affollate e inquinate.

IMMUNITA’ DI GREGGE – C’è anche chi sostiene che il paese avrebbe raggiunto l’immunità di gregge. Il virus avrebbe circolato liberamente contagiando le persone in maniera asintomatica o paucisintomatica. In questo modo gli indiani sarebbero diventati immuni e si sarebbero contagiati solo i soggetti più fragili. Secondo i dati citati da Tempi di un’indagine sierologica su 28 mila residenti di Nuova Delhi, la capitale dell’India, mostrano un 56 per cento di soggetti che hanno sviluppato anticorpi al coronavirus. Si tratta di un tasso medio: fra i testati residenti nei quartieri più affollati della città la percentuale degli immunizzati sarebbe ancora più alta. Nell’agosto scorso un’altra indagine, condotta dal dipartimento della salute della città di Mumbai (l’antica Bombay) aveva rilevato che un 57 per cento di abitanti delle baraccopoli della città e un 16 per cento di residenti in altre aree urbanizzate in modo regolare risultavano avere gli anticorpi del Covid. Tuttavia la letteratura scientifica esistente attesta che l’immunità di gregge risulta efficace quando il 60 – 80 per cento di una popolazione è stata vaccinata o ha comunque sviluppato gli anticorpi essendosi infettata senza conseguenze letali.

MISTERO O SEGRETO? – Cosa stia succedendo in India e quale sia il segreto del loro successo contro il virus intanto resta una chimera. Ma c’è anche l’ipotesi che dietro il mistero ci siano dati più o meno giusti e la necessità di non fermare mai l’economia. Un paese come l’India non può permettersi uno stop totale che sarebbe una catastrofe. Chi ci vive racconta che in molto città il distanziamento è impossibile, dalle code alle camminate in strada. Basti pensare alle drammatiche realtà degli slum. Ad esempio nello slum di Mumbai, Dharavi, vivono circa 1 milione di persone, è il più esteso di tutta l’Asia. Ma la popolazione di dharavi è la forza lavoro della pubblica amministrazione e della servitù delle caste medio alte. Una “zona rossa” in quel distretto creerebbe una vera e propria paralisi di tutta la città.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.