La chiusura dei mercati ha scatenato proteste in tutta Italia. La norma vuole che possano continuare a lavorare solo i mercatali che vendono beni alimentari. Ma c’è un paradosso: chi ha il negozio all’interno di mercati e ha un codice Ateco che consente l’apertura anche in zona rossa deve comunque rimanere chiuso perché all’interno di mercati. È successo a Francesco Catino, titolare del negozio di elettronica “Tecniche Elettroniche” che si trova all’interno del mercato di Fuorigrotta a Napoli. Ma il suo non è un caso isolato.

“Il mio codice Ateco, ovvero l’elettronica, è un bene di prima necessità per cui all’esterno questi negozi sono aperti ma dentro al mercato deve stare chiuso – spiega Francesco – Stessa cosa vale per i negozi di abiti per bambini, ferramenta e detersivi: fuori sono aperti, dentro al mercato devono stare chiusi. Perché? Oltre il danno anche la beffa di poter stare aperti ma non se il negozio si trova all’interno di un mercato”. E così ha iniziato la sua pacifica protesta: negozio con la serranda alzata ma chiuso al pubblico. Un modo per far sentire la propria voce contro quello che è un vero e proprio paradosso.

Se solo il suo negozio fosse 3 metri più avanti, fuori al recinto del mercato potrebbe stare tranquillamente aperto e continuare la sua normale attività. Eppure il mercato di Fuorigrotta è uno di quelli meglio attrezzati con negozi che si susseguono uno dietro l’altro e lo spazio è molto vasto. Ma le serrande restano abbassate per tantissimi negozi che come lui hanno il codice Ateco a cui è consentita l’apertura, ma non all’interno del perimetro del mercato.

“Se mi dovessero trovare a vendere mi farebbero 400 euro di multa e poi mi imporrebbero la chiusura per 5 giorni dal momento in cui si riapre – spiega – In questo momento non mi potrei permettere né l’una né l’altra”. Da quando è iniziata la zona rossa per Francesco è cessato completamente il fatturato. “Non possiamo vendere, abbiamo già perso in un anno l’80% del fatturato – dice – Eppure le tasse le paghiamo tutte, così come i fitti, le bollette, la commercialista, gli impegni con i fornitori. Ma per poter ripartire dobbiamo essere in regola con tutto”.

Francesco mostra orgogliosamente il suo impegno nel rispetto di tutte le norme anticovid, dal distanziamento all’igienizzazione e sanificazione del piccolo locale. “Visto che il mio locale nel mercato non ha finestre ho istallato a mie spese un purificatore dell’aria che accendo ogni volta che entra un cliente – racconta – un sistema così non c’è nemmeno nei supermercati. Misuro la febbre, disinfetto e regalo anche la mascherina a chi non ce l’ha o l’ha rotta. Non ho capito perché nel mercato dobbiamo rimanere chiusi. Aspettiamo solo di sapere di che morte dobbiamo morire”.

Per Francesco le soluzioni c’erano ma le istituzioni sono rimaste sorde al grido d’allarme dei negozianti come lui. “Potevano far aprire gli alimentari di giorno e noi il pomeriggio – dice – Così potevamo avere l’opportunità di lavorare anche noi. A questo si aggiunge che gli aiuti non arrivano, non è previsto un contributo una tantum per chi ha dovuto chiudere a causa della zona rossa e quindi noi siamo davvero in difficoltà”.

Ma Francesco non è al contributo una tantum che punta: “Non voglio nessun ristoro, solo aprire e lavorare: il diritto al lavoro è previsto dalla Costituzione. Abbiamo aspettato mesi ma i contagi non sono calati, nonostante fossimo chiusi, quindi forse non siamo noi il problema. O chiudiamo tutti o apriamo tutti”.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.