È il giorno dello sciopero dei riders, i fattorini del food delivery, i lavoratori che attraversano le città e che chiedono ai consumatori di non fare acquisti oggi in segno di solidarietà per le loro condizioni lavorative. È stato battezzato “No delivery day”, il giorno di protesta. Un’iniziativa che è stata confermata nonostante la firma di un protocollo tra sindacati e aziende del delivery per la legalità, contro il caporalato, l’intermediazione illecita e lo sfruttamento lavorativo nel settore.

I fattorini del food delivery chiedono “un contratto vero e proprio, con tutele reali, concrete garanzie, equità e rispetto del loro lavoro con una retribuzione adeguata. In altre parole, un contratto collettivo nazionale. Ci troviamo in una situazione paradossale, eppure diffusa nel mondo del lavoro contemporaneo, sempre più simile ad una giungla: siamo pedine nelle mani di un algoritmo, eppure siamo considerati lavoratori autonomi; siamo inseriti in un’organizzazione del lavoro senza alcun potere, eppure non siamo considerati lavoratori dipendenti”.

Le ragioni spiegate in una lettera aperta inviata ai clienti e all’opinione pubblica. Previsti presidi in una trentina di città italiane. A organizzare la protesta in primis è la rete RiderXiDiritti. “Durante la pandemia siamo stati definiti lavoratori indispensabili, e il delivery un lavoro essenziale. Ma continuiamo a fare questo lavoro a 3 euro a cottimo senza neanche la malattia”, protesta un rider citato da Repubblica.

La rete RiderXiDiritti ha definito una “truffa” il contratto raggiunto dalla sola Ugl e AssoDelivery – che rappresenta quasi tutti i gruppi del settore come Glovo, Just Eat, Uber Eats, Deliveroo, Social Food – che non rendeva i rider lavoratori dipendenti (rimangono collaboratori occasionali o partite Iva) ma che riconosceva alcuni incentivi come un compenso minimo di 10 euro lordi per ogni ora lavorata; indennità integrativa pari al 10, 15 e 20% per il lavoro notturno, le festività e il maltempo; premio di risultato da 600 euro ogni 2 mila consegne effettuate; incentivo di 7 euro all’ora per i primi 4 mesi dall’apertura del servizio in una nuova città, anche in assenza di ordini; niente ferie, malattia o maternità; assicurazione contro gli infortuni e per danni contro terzi obbligatoria per legge; dotazioni di sicurezza sono a carico delle aziende come indumenti ad alta visibilità e casco.

“Siamo vicini ai rider – una nota della Cgil di Roma e Lazio – e sosteniamo le loro lotte e domani (oggi, ndr), a partire dalle ore 15:00, parteciperemo al loro presidio in Piazza San Silvestro, nel rispetto della normativa anti-Covid. In tutta Europa le aziende mettono in regola i ciclofattorini e garantiscono diritti, sicurezza e salario. I rider diventano dipendenti e riescono a uscire dal cottimo e dallo sfruttamento. In Italia, invece, Assodelivery continua a sfuggire al confronto e preferisce soccombere in tribunale e rischiare di pagare milioni di multe piuttosto che trattare davvero con le organizzazioni sindacali. La firma del protocollo contro il caporalato, sottoscritto ieri, dimostra che la trattativa sindacale e gli accordi portano buoni risultati. L’unica strada è quella che dà spazio alla trattativa con i rappresentanti dei lavoratori, come sta facendo Just Eat, per dare vita a un contratto vero che tuteli i rider ed elimini ingiustizie e sfruttamento”.

Lo scorso febbraio una sentenza della Procura di Milano, secondo la quale Uber Eats, Glovo-Foodinho, Deliveroo e Just Eat devono regolarizzare 60mila rider con contratto di collaborazione. Quantificata una violazione in materia di sicurezza sul lavoro per 733 milioni di euro complessivi di ammende nei confronti delle aziende. Per la Procura la condizione dei ciclofattorini, che sono assunti da contratti di lavoro autonomo occasionale, è equiparabile a quella di lavoratori dipendenti. Un’indagine che ha contato su interviste a oltre mille rider, prima a Milano e poi in tutta Italia.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.