Cosa fare dell’Ucraina? I piani di Vladimir Putin cambiano in base ai report che quotidianamente arrivano al Cremlino dal fronte di guerra, la “operazione militare speciale”, come la definisce il regime di Mosca. Le difficoltà che stanno incontrando le forze armate nel Paese, grazie alla strenua resistenza dell’esercito ucraino e ai considerevoli aiuti internazionali arrivati al governo di Volodymyr Zelensky stanno spingendo Putin a cambiare nuovamente le carte in tavola.

A sottolinearlo è un retroscena pubblicato da Meduza, media indipendente russo, che sottolinea come le intenzioni del Cremlino sul Donbass siano cambiate. Se il 21 febbraio scorso, tre giorni prima dello scoppiare del conflitto, Putin aveva chiarito che l’intenzione di Mosca era di riconoscere, come poi accaduto, le Repubbliche indipendenti di Donetsk e Lugansk, ora il piano è quello di arrivare ad una vera e propria annessione alla Federazione russa dell’intero Donbass, compresa la “città martire” di Mariupol sotto assedio da due mesi.

Secondo Meduza a metà maggio il Cremlino avrebbe intenzione di tenere due referendum per chiedere alla popolazione locale di approvare l’annessione. Il 14 e 15 maggio dovrebbero essere le date scelte a Mosca anche per un terzo referendum da tenere nella città di Kherson, nel sud dell’Ucraina, prima città occupata durante l’invasione del Paese: in questo caso però la ‘consultazione’ sarà indetta per proclamare una terza Repubblica indipendente sul modello di quelle di Donetsk e Lugansk, dunque non per l’annessione alla Russia.

In realtà per Kherson potrebbe esserci anche un “piano B”, ovvero l’annessione diretta alla Crimea, già territorio russo dal 2014 dopo l’invasione e il successivo referendum (mai riconosciuto dalle autorità internazionali). Mosca così potrebbe puntare alla creazione di un ulteriore ‘cuscinetto’ protettivo anche nel sud dell’Ucraina, con l’obiettivo di impedire l’accesso al Mar Nero a Kiev con l’eventuale conquista anche di Odessa.

Un piano che però starebbe incontrando delle resistenze all’interno del regime russo per motivi puramente economici: la Federazione infatti sta fortemente risentendo delle sanzioni internazionali e per questo un ulteriore impegno e sostegno alle Regioni annesse-indipendenti sarebbe particolarmente complicato da sostenere.

Quel che appare chiaro in ogni caso è che Vladimir Putin non sembra aver intenzione di fermarsi al Donbass, ma che abbia la volontà di “smembrare” l’Ucraina, quello “scenario coreano” che l’intelligence di Kiev parlava già a marzo.

A sostenere tale tesi è Dmitry Rodionov, direttore del centro di ricerche dell’Istituto dell’Innovazione, che dipende dal ministero della Difesa russo. Intervistato dal Corriere della Sera, Rodionov spiega chiaramente che al Cremlino il solo Donbass non può più bastare: “Non si tratta più di impedire all’Ucraina di entrare nella Nato. Ma di creare una nuova nazione che ci protegga dalle manovre occidentali”.

Per farlo ci sono due progetti: uno, proposto dai politici della Crimea, “riguarda la creazione di un governatorato della Tauride che comprenda la regione di Kherson, una parte della regione di Mykolaiv, fino a Zaporizhzhia. Sono territori ormai sotto il nostro controllo. Ovviamente verranno uniti alla Crimea e a Sebastopoli, che è una entità amministrativa separata”.

Il secondo invece è “la nascita di un Distretto federale crimeano che ingloberebbe gli stessi territori. Oltre al Donbass in entrambi i casi, ovviamente”. La differenza tra i due è chiara: il primo sarebbe uno Stato formalmente indipendente con base in Crimea, il secondo invece una vera e propria annessione alla Federazione russa.

Obiettivo finale per Rodionov è quello di una “Ucraina federale, un’Unione di repubbliche popolari o magari una Repubblica ucraina dentro la Russia. Questo lo deve decidere in primo luogo la popolazione dei territori liberati. Quel che conta per noi è il Sud e la sua riunificazione in un unico complesso economico e sociale”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia