Niente da fare: hanno Berlusconi sotto tiro e non lo mollano. I Pm avevano chiesto lo stralcio al processo Ruby-ter, tenendo conto delle condizioni precarie di salute di Silvio Berlusconi, 85 anni, ex presidente del Consiglio, che sta subendo il settantunesimo processo della sua vita e che finora ne ha superati senza condanne 69 e ora sta chiedendo la revisione del processo per l’unica condanna subita, e il motivo della richiesta è l’evidenza dell’assenza di reato (ma nella moderna giurisprudenza italiana spesso il reato è un oggetto complementare e non necessario per una condanna).

Avevano detto i Pm: mettiamo da parte, per ora, la sua posizione. Casomai la affronteremo quando lui starà meglio. Ma la Corte ha respinto la richiesta. Ha detto: eh no, senza Berlusconi che processo è? The show must go on. E se non c’è il Cavaliere non c’è più lo show. E così si è deciso di rinviare tutto di quattro mesi, con la speranza che a settembre Berlusconi stia meglio e si possa riprendere lo spettacolo con tamburi e fanfare. Il processo si chiama Ruby-ter. La maggior parte della popolazione italiana ha perso la memoria di cosa possa essere stato il Ruby Bis. Invece il Ruby-One fu un processo grandioso, concluso con una condanna a più di sette anni in primo grado (la Boccassini, Pm, ne aveva chiesti sei, scagliandosi anche contro la furbizia orientale di Ruby, con clamoroso errore geografico ma discreta sfumatura razzista), e poi proseguito con una doppia assoluzione piena in appello e in Cassazione.

Assoluzione che mandò su tutte le furie giornali e partiti e tv e cinque stelle vari. Il delitto del quale era stato accusato Berlusconi, – aver invitato a cena alcune ragazze, tra le quali una, Ruby, che non aveva ancora compiuto 18 anni – era del 2009. Non fu considerato delitto dalla Corte d’Appello e dalla Cassazione, che spulciarono e rispulciarono i codici ma non trovarono traccia di inviti a cena in nessuno degli articoli. La magistratura non accettò la sentenza e denunciò i testimoni. Seguendo questo teorema: se i testimoni sono a favore dell’imputato, e con la loro testimonianza producono la sua assoluzione, mentre noi siamo convinti che l’imputato sia colpevole, evidentemente i testimoni sono falsi testimoni e dunque vanno condannati. Ma se sono falsi testimoni qualcuno li ha pagati. Chi? Berlusconi obviously.

E così è nato il Ruby-ter. Siamo nel 2021, l’invito a cena è di 12 anni fa, le previsioni dicono che il processo si concluderà dopo almeno 15 anni dalla cena. Le ragazze saranno ormai non più giovanissime. Berlusconi probabilmente novantenne. La Boccassini andrà per gli ottanta. I soldi spesi per questa messinscena pluriennale? Milioni. Milioni pagati da noi. E centinaia di ore dedicate dai giudici, dai Pm, dagli avvocati, a una specie di commedia. Ore sottratte alla giustizia. Continuiamo così, fa scena. Piace al Fatto. Dà un senso ai vecchi girotondi. Un po’ di ossigeno ai grillini.

Giornalista professionista dal 1979, ha lavorato per quasi 30 anni all'Unità di cui è stato vicedirettore e poi condirettore. Direttore di Liberazione dal 2004 al 2009, poi di Calabria Ora dal 2010 al 2013, nel 2016 passa a Il Dubbio per poi approdare alla direzione de Il Riformista tornato in edicola il 29 ottobre 2019.