Budapest rivendica la propria voce sul giudizio che sta attendendo Ilaria Salis. È stata la portavoce dell’esecutivo ungherese, Zoltan Kovacs, a sottolineare quest’oggi che nessuna pressione, né da parte del governo italiano né da parte dei media di rilievo, renderà più agevole la difesa del caso dell’insegnante 39 enne, poiché, come in ogni democrazia moderna, “il governo non ha ingerenza sui tribunali”. Kovacs, enfatizzato che l’Ungheria non dovrebbe essere vista come un “terreno di scontro da parte di gruppi estremisti” è ritornata sulle parole di Roberto Salis, che con preoccupazione per la sicurezza della figlia in Ungheria, “ha chiesto a gran voce gli arresti domiciliari in Italia – richiesta già respinta la settimana scorsa, sostenendo il rischio di fuga -. Ora la procura chiede una condanna di 11 anni, sospettando che sia venuta in Ungheria con l’intenzione di aggredire persone innocenti, facendo il giro dei media europei.

La replica di Roberto Salis

Sorpreso Roberto Salis che nella sua replica ha annunciato: “Il processo è già stato fatto, il verdetto è già stato emesso, non si capisce perché proseguano con le udienze…. “Già a fine gennaio Kovacs aveva cercato di screditare l’avvocato di mia figlia, stiamo parlando di un regime in cui i diritti civili e la separazione dei poteri e lo stato di diritto vengono superati da una tendenza alla tirannide. Quando c’è un politico che se la prende con un privato cittadino di un altro Stato è chiaro che c’è qualcosa di incredibile”.

L’udienza

Nell’ultima udienza, dello scorso 28 maggio,  il giudice Sòs ha deciso di non ascoltare una delle vittime e i due testimoni previsti, rimandando alla prossima udienza, fissata il 24 maggio quando racconteranno la loro versione dei fatti la presunta vittima, Zoltàn Tòth, colpito con manganelli e calci alla testa e al busto, riportando ferite guaribili in otto giorni  e due testimoni che avrebbero assistito all’episodio. La maggior parte delle prove, tuttavia, risiede nei filmati delle telecamere di sicurezza che avrebbero registrato l’aggressione e alcuni momenti successivi, oltre agli abiti sequestrati dalla donna al momento dell’arresto, che gli investigatori ritengono corrispondenti a quelli indossati nelle riprese.Ilaria Salis da allora è rimasta in cella. “Si tratta di una misura all’evidenza sproporzionata, lesiva della dignità umana e della presunzione di innocenza, avevano commentato gli avvocati Mauro Straini ed Eugenio Losco . Continuerà ad essere detenuta nel penitenziario di Gyorskocsi utca, dove è reclusa da più di tredici mesi.

Redazione

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