L’Italia ritorna ad essere unita. Cade con la ripresa della mobilità tra le Regioni una delle limitazioni più importanti per il contenimento dell’epidemia da Coronavirus. Per chi ha vissuto infatti il lockdown lontano da casa, per lavoro, studio o solo per una casualità, il 3 giugno rappresenta un traguardo per poter ritornare ad una normalità in questi mesi dimenticata. L’economia tornerà a circolare per tutta la penisola e si potrà guardare al futuro progettando anche le vacanze estive.

“Da domani si torna con la mobilità tra le regioni, oggi sembra una conquista se si pensa alle condizioni di qualche mese fa. Ce l’abbiamo fatta con il sacrificio di tutti, ricordando che lo dobbiamo fare sapendo che il virus convive con noi” commenta il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, che non dimentica “i 33mila italiani che non ci sono più e gli operatori sanitari che hanno lavorato in modo incredibile”. Si torna ad una ripresa della normalità, ma Boccia tiene a sottolineare che “il virus è ancora tra noi, ma possiamo dire che lo abbiamo messo all’angolo”. I dati sull’andamento della pandemia in Italia continuano infatti a scendere. Nelle ultime 24 ore si registrano 55 decessi e 318 casi a fronte di oltre 52mila tamponi. Ben otto Regioni (Puglia, Trentino Alto-Adige, Umbria, Sardegna, Valle d’Aosta, Calabria, Molise e Basilicata) non segnalano altre positività. La quota degli attualmente positivi scende sotto la barriera delle 40mila unità, di questi l’84% sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Oltre 160mila i pazienti giudicati guariti.

LE REGIONI –  Una circolazione senza condizioni, ribadisce Boccia, “ma poi è giusto che ogni presidente di regione rafforzi i propri sistemi di controllo e di prevenzione sanitaria”. Una risposta alle richieste di alcuni governatori che avrebbero voluto garanzie per una libera e sicura circolazione. Dopo le polemiche innescate, l’esponente dem può rilevare che “il presidente della Sardegna Solinas non ha più posto una condizione pregiudiziale, sta lavorando con tutti gli altri su meccanismi che consentano di rafforzare la prevenzione territoriale”. A prenderlo in parola il governatore del Lazio Nicola Zingaretti che ha firmato un’ordinanza che prevede controlli e misurazione della temperatura dei passeggeri di treni, aerei e navi. In seguito a questo provvedimento non sarà consentito l’ingresso nel Lazio né lo spostamento sul territorio regionale alle persone con febbre superiore ai 37,5 gradi o che siano state sottoposte a sorveglianza sanitaria in isolamento fiduciario.

LE REGOLE – Una ripartenza che comunque resta condizionata dal divieto di assembramenti, di togliere la mascherina nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico e sui mezzi di trasporto. Resta anche l’obbligo del distanziamento sociale e la quarantena per chi ha infezioni respiratorie con febbre o la temperatura corporea superiore ai 37.5 gradi. In merito, il Mit ha aggiornato le linee guida per il trasporto ferroviario, quello che destava più preoccupazione.

Tra le novità la misurazione obbligatoria della temperatura nelle stazioni dell’Alta Velocità ferroviaria per tutti i passeggeri dei treni a lunga percorrenza. Per questo saranno introdotti ingressi dedicati ai passeggeri dei treni di AV e degli Intercity e nel caso sia rilevata una temperatura corporea superiore a 37,5°C non sarà consentito l’accesso a bordo del treno. Infine per i servizi di ristorazione a bordo che erano stati sospesi per i treni a media e lunga percorrenza vengono ripristinati con modalità semplificate per evitare il transito dei passeggeri per recarsi al vagone bar. In particolare, il servizio è assicurato con la consegna al proprio posto di alimenti e bevande in confezione sigillata e monodose, da parte di personale dotato di mascherina e guanti.