Nuovi dettagli emergono sul caso di Denise Pipitone, la bambina di 4 anni scomparsa da Mazara del Vallo il 1 settembre 2004. Sarebbero infatti emerse alcune intercettazioni inedite di due telefonate che potrebbero essere una chiave o almeno un indizio per capire cosa sia successo in quelle ore.

Il programma Chi l’Ha Visto su Rai tre ne tratta in una nuova puntata dopo che il caso di Olesya Rostova, aveva riacceso gli animi e le speranze sul ritrovamento della piccola Denise. Purtroppo si era trattato dell’ennesimo falso allarme: la Tv russa da cui era partito l’appello di Olesya, che ha la stessa età che avrebbe oggi Denise e somiglia molto alla mamma, Piera Maggio, ha rivelato in diretta il risultato delle analisi della ragazza e verificato che non si tratta di Denise.

Ma la faccenda ha riacceso i riflettori sulla vicenda e adesso le intercettazioni potrebbero riaprire un nuovo percorso per le indagini. Denise scomparve nel nulla il 1 settembre 2001 mentre stava giocando con la cuginetta davanti alla sua casa a Mazara del Vallo tra le 11.35 e le 11.45. Al vaglio ci sono due telefonate. La prima avvenuta alle 12.10 dall’utenza di Anna Corona, all’epoca moglie di Piero Pulizzi, papà naturale di Denise a quella di Loredana, amica stretta di Anna, fidanzata di Giuseppe, nipote di Battista Della Chiave che abita in via Rieti. Questa ebbe la durata di 18 secondi.

Una seconda telefonata è poi partita alle 12.17 dal magazzino di via Rieti dove lavora Battista della Chiave verso l’utenza della mamma di Anna Corona. Una telefonata della durata di appena 72 secondi . Due brevissime conversazioni che destano il sospetto: in così poco tempo cosa si possono essere dette? Potrebbe essersi trattato di uno scambio rapido per accertarsi di qualcosa. “Com’è possibile che queste telefonate non siano state studiate dagli inquirenti?”, ha commentato Federica Sciarelli, conduttrice di Chi l’ha visto.

La Pm Maria Angioni, che si era occupata del caso della scomparsa di Denise Pipitone nel 2004, qualche settimana fa ha raccontato che il contesto in cui si sono svolti per anni le indagini è stato molto complicato. E ha pronunciato parole dure sul contesto ambientale in cui si svolgevano le indagini e sulla popolazione che non ha collaborato e sugli investigatori che l’hanno affiancata durante le indagini.

Abbiamo avuto grossi problemi. Abbiamo capito che dopo tre giorni tutte le persone sottoposte a intercettazioni già sapevano di essere sotto controllo – ha detto la pm intervenuta al programma di Milo Infante ‘Ore 14’ in onda su Rai 2 -. A un certo punto, quando ho avuto la direzione delle indagini, ho fatto finta di smettere di intercettare e poi ho ripreso da capo con forze di polizia diverse, nel disperato tentativo di salvare il salvabile”.

I dubbi su Anna Corona e Jessica Pulizzi

Quando Piera Maggio denunciò ai carabinieri la scomparsa di Denise, spiegò che la bambina non era figlia biologica di suo marito ma di una relazione extraconiugale avuta con Piero Pulizzi. Quest’ultimo era sposato con Anna Corona e aveva due figlie, Jessica e Alice. Piera Maggio spiegò la diatriba in atto e le grandi gelosie che pervadevano la famiglia di Pulizzi nei confronti de Denise. Furono messe spie nella loro casa e fu intercettata una frase che Jessica disse a sua madre: “Io a casa ci ‘a purtai”, disse alla madre che le chiedeva dov’era il primo settembre, quando scomparve Denise.

Interrogata in merito, il racconto della ragazza non convinse gli investigatori perché il tabulato telefonico segnalava che Jessica nelle stesse ore in cui Denise scompariva si trovava nella zona del sequestro. L’ipotesi che dunque prese campo fu quella che Jessica avesse materialmente rapito Denise per poi consegnarla a un gruppo di nomadi che magari conosceva. Per lei furono richiesti 15 anni di carcere. Ma dopo anni di indagini e processi Jessica fu assolta per mancanza di prove e per non aver commesso il fatto.

Ora spuntano queste altre intercettazioni che all’epoca sfuggirono alle indagini. Protagonista è Anna Corona e la sua cara amica e vicina di casa Loredana. Nel giorno della scomparsa di Denise furono tante le chiamate tra le due.

Chi è Battista Della Chiave, lo zio sordomuto

Una testimonianza che per anni è stata forse sottovalutata è quella di Battista Della Chiave, all’epoca 74enne, che lavorava al magazzino di via Rieti da cui partirono le telefonate. Battista Della Chiave è sordomuto ma ha più volte affermato di aver visto Denise in braccio a suo nipote Giuseppe, fidanzato di Loredana. L’anziano testimoniò di aver visto il nipote portar via la bambina in scooter. La sua testimonianza fu depositata anche davanti ai giudici di Trapani.

Il nipote Giuseppe si è giustificato affermando che lo zio, sordomuto, non era in grado di comprendere e trasmettere un messaggio del genere poiché non conosce il linguaggio dei segni. Tuttavia, quando la troupe di Chi l’ha visto si recò da Battista la moglie cominciò infastidita a gridare “mi stai mettendo nei guai”. Quella scena portò molti a pensare che forse lo zio sordomuto ma non cieco qualcosa aveva visto.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.