Ha parlato di sé, dell’operazione, la mastectomia, della vita sregolata e delle dipendenze da alcol e droga. Bianca Balti si è raccontata senza veli nel podcast One More Time con Luca Casadei. E ha raccontato quello che definisce “uno dei momenti più brutti della mia vita”: quando la sua figlia primogenita, Matilde, oggi 16 anni, le ha detto di voler vivere con il padre. “Adesso ne parliamo apertamente, e me lo dice: ‘io non ci volevo stare con te perché eri un casino’. È stato duro capire che, al di là degli sforzi che io negli ultimi anni avevo fatto per cambiare e per essere una persona migliore, il male che le avevo fatto l’aveva portata a scegliere di vivere col padre”.

Con una foto in cui indossa una tuta larga e comoda, la top model annuncia la pubblicazione del podcast: “Oggi è l’anniversario del giorno in cui ho deciso di smettere di ‘bermi via i sentimenti’ ed iniziare a sentire tutto quello che la vita ha da offrirmi. Bello o brutto che sia. Lo celebro con una puntata di One More Time Podcast . Grazie Luca Casadei per avere creato un ambiente sicuro in cui io potessi sentirmi così vulnerabile”.

E lei si è raccontata in tutte le sue vulnerabilità, dalla mastectomia alle difficoltà nel riuscire a lavorare in un ambiente competitivo come quello delle top model, il rapporto con i suoi fratelli e la passione per le feste sfociata in una vita smodata e un passato di dipendenze da alcol e droga. Un punto di non ritorno segnato dalle parole della figlia Matilde che le disse di voler vivere con il padre perché lei era “un casino”. Matilde, oggi 16enne è nata dalla relazione con il suo primo marito, Christian Lucidi.

La top model ha raccontato la loro relazione: “Sono rimasta incinta dopo sole tre settimane. Dopo un mese mi ha chiesto di sposarlo”, e ancora, “ma le cose non andavano bene sin dall’inizio”. “Mi ero fatta prendere dall’entusiasmo, ma sapevo che non dovevo sposarmi. Lui era molto assillante, possessivo”, racconta accennando a numerose tossicità in quella relazione. Poi i due si separarono quando Matilde aveva un anno e mezzo, lui rimase a vivere a New York e Bianca e Matilde tornarono in Italia. È questo il momento in cui la vita di Bianca sembra precipitare a picco: “Era una vita molto disfunzionale. Un uomo dopo l’altro, droghe… Era un periodo brutto. Se penso a quando andavo alle feste da ragazzina mi viene da sorridere, ma di questa fase non vado per niente orgogliosa”.

Bianca decise poi di trasferirsi a Marbella, dove conoscerà quello che sarà il suo secondo marito, Matthew MacRae e con cui avrà una seconda figlia, Mia. Nel frattempo Bianca stava formalizzando la separazione dal primo marito che intanto sin era trasferito a Parigi, chiese a Matilde dove preferisse vivere e lei rispose “con papà”. Per la top model fu una risposta durissima: “È stato duro capire che, al di là degli sforzi che io negli ultimi anni avevo fatto per cambiare e per essere una persona migliore, il male che le avevo fatto l’aveva portata a scegliere di vivere col padre”.

“Erano tre anni che non mi drogavo più, ma ho capito che non è che se tu stai meglio allora tutti gli altri sono pronti a perdonarti gli anni in cui hai fatto loro del male. Con mia figlia è stato così”, riflette la modella. Che però aggiunge “Oggi abbiamo un ottimo rapporto, siamo apertissime, le chiedo anche consigli perché è molto saggia. Il fatto che io fossi quel tipo di persona l’ha obbligata ad essere una bambina molto matura”.

Racconta della fine anche del secondo matrimonio. “Oggi pago gli alimenti a entrambi i miei ex mariti. È giusto, il guadagno di più. Ho sempre sposato persone per le quali ero io quella che pagava. Mi dava fastidio, ma lo facevo lo stesso: questo dice tanto di me e di come mi rapportavo agli uomini. Col senno di poi e dopo tanta terapia ho capito che lo facevo anche per una forma di controllo”.

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Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.