Nel 2020 le percentuali del lavoro femminile in Italia continuano ad essere inferiori a quello degli uomini e se ci spostiamo nell’ambito tecnico-scientifico il gap di genere è ancora più marcato. I dati ne sono la prova. In Italia la percentuale di donne che lavorano nel settore tecnico-scientifico è del 31,7% contro il 68,9% degli uomini. Solo il 5% delle ragazze aspira a diventare un ingegnere, un fisico o tecnico informatico. Questa tendenza si fa sempre più marcata man mano che si percorre lo stivale verso Sud.

Secondo la ministra per le pari opportunità Elena Bonetti, intervenuta a un incontro promosso da Intesa Sanpaolo e Fondazione Ortygia, per quanto riguarda la parità di genere «siamo chiamati a promuovere politiche che non si fermino ad una attuazione immediata e diano risposte puntuali sull’oggi» e per fare questo «servono anche le politiche sul lavoro. In legge di bilancio, come governo abbiamo inserito la decontribuzione al 100% sulle assunzioni delle donne, che è un riconoscimento della diversità e la rimozione di un ostacolo che impedisce parità».

L’inevitabile trasformazione digitale, accelerata dalla pandemia da coronavirus, rende sempre più urgente formare professionalità capaci di inserirsi da subito nel settore tecnico-scientifico, anche al Sud dove in generale la percentuale di occupazione femminile è ferma da tempo al 30%. Nel nostro Paese solo 12 donne su 1000 possiedono una laurea in discipline STEM (acronimo di scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). Ed è proprio rilanciare la formazione delle studentesse del Mezzogiorno il focus del progetto di Intesa Sanpaolo in collaborazione con Fondazione Ortygia Business School “YEP – Young Women Empowerment Program” che garantirà borse di studio alle studentesse del Mezzogiorno e la guida di manager del gruppo. Cinque gli atenei coinvolti nell’iniziativa: Università degli Studi di Napoli Federico II, Politecnico di Bari, Università della Calabria, Università degli Studi di Catania e Università degli Studi di Palermo.

La Chief Operating Officer di Intesa Sanpaolo Paola Angeletti ha spiegato: «Da tempo Intesa Sanpaolo è impegnata per superare la disparità di genere. Negli anni abbiamo adottato diverse misure come la Policy sulla Diversity & Inclusion, l’inserimento di un obiettivo manageriale specifico sull’equità di genere e percorsi di accelerazione professionale per le nostre manager più talentuose». Secondo Lucrezia Reichlin presidente della Fondazione Ortygia Business School e professore di Economia alla London Business School: «L’esclusione delle donne dal mercato del lavoro genera un effetto moltiplicatore verso il basso, della competitività delle imprese e, di conseguenza, del Pil”.

Dall’ultimo rapporto Svimez emerge poi che la pandemia da coronavirus ha complicato le cose: nel secondo semestre del 2020 si registra una marcata diminuzione dell’occupazione ma, ancora una volta, a farne le spese sono soprattutto le donne, nonostante il livello di istruzione femminile sia sensibilmente maggiore di quello maschile. L’occupazione femminile è scesa al 48,8% e con 470 mila occupate in meno rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente l’Italia è scivolata verso il penultimo gradino in Europa, subito dopo la Grecia. In Italia è occupata quindi solo una donna su due.