“Io non sono e non sarò mai un cantante ‘Neomelodico’ con tutto il rispetto di questi ragazzi, alcuni anche bravi, ma non hanno niente a che vedere con me e la mia storia di cantautore”. È con queste parole affidate ad un post su Facebook che Nino D’Angelo ha fatto scattare la polemica con i cantanti neomelodici napoletani più in voga tra cui Nancy Coppola e Giusy Attanasio, e tra i fan divisi tra chi ha appoggiato le polemiche dei colleghi e chi invece ha difeso l’idolo famoso per il suo casco biondo. Certo è che Nino D’Angelo, 64 anni, due figli, quattro nipoti, più di 25 milioni di dischi venduti, milioni di followers che lo osannano sui social, una pioggia di premi, dal David di Donatello ai Ciak d’oro e Nastri d’argento, Premi Flaiano e Fellini, tanti dischi di Platino e di Diamante, sta per esordire il 14 ottobre con l’autobiografia “Il poeta che non sa parlare” (Baldini+Castoldi Editore), primo passo di un progetto triplo dell’artista napoletano che comprende oltre al libro anche un album di inediti (in uscita il 15 ottobre) e un tour che prenderà il via nella prossima primavera.

Dunque, tornando alla polemica, sabato pomeriggio il post che ha infiammato gli animi: “Il ‘Neomelodismo’ nasce a metà anni 90, quando Nino D’Angelo aveva già fatto 15 anni di carriera e aveva cantato nei teatri più importanti, tra questi l’ Olimpia di Parigi. Aveva girato (anche se di cassetta) tanti film tra cui 2 con Mario Merola, alcuni con Bombolo e Cannavale e uno addirittura con Regina Bianchi una delle più’ grandi attrici italiane. E poi dico io ma canzoni come “Senza giacca e cravatta, chesta sera, ‘o Pate, Lolita, Jammo Ja, Bella, Jesce Sole”e tante altre ancora, sono neomelodiche? La colonna sonora di Tano da Morire è Neomelodica? Si parlerà anche di questo nell’aula Magna dell’ Università Suor Orsola Benincasa il 13 di ottobre alle ore 11. Scusate per lo sfogo e Buon Sabato a tutti”.

L’evento a cui Nino D’Angelo si riferisce nel post è la giornata di studi a lui dedicata dall’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. “Il poeta che non sa parlare”, diventa un caso di studio di pedagogia della musica. “Già è tanto essere ascoltati, figuriamoci studiati”. Con la sua consueta simpatica schiettezza Nino D’Angelo ha risposto all’invito ‘in cattedra’ dell’Università Suor Orsola Benincasa. “Sono davvero molto onorato di questo invito ricevuto da una prestigiosa Università. Mi viene da pensare che forse qualcosa di buono l’ho anche scritto. A parte gli scherzi, sono sinceramente emozionato per questa giornata di studio sui testi delle mie canzoni”.

Dopo quello che a qualcuno è suonato come un “rinnegare le origini”, subito è partita la querelle con i giovani neomelodici che lo hanno sempre ritenuto un padre putativo. Tra questi Nancy Coppola che ha scritto su Facebook: “Maestro Nino D’Angelo volevo un attimino lasciarvi un mio pensiero perché siamo in un paese democratico e ognuno è libero di dire la sua. Qualche anno fa mi invitaste a casa vostra chiedendomi di partecipare in una sua sceneggiata e ne fui onorata, poi scoprii che ero incinta della mia seconda bimba e rimandammo la mia partecipazione. Parlammo a lungo della vostra storia , i vostri racconti mi affascinavano tanto. E mi diceste che foste il primo a cambiare la melodia dopo Merola e tanti mostri sacri prima di lui. Che eravate fiero perché tanti giovani poi dopo di voi avevano portato avanti il vostro genere chiamato neomelodico. Sono d’accordo che col tempo siete cresciuto e stravolto totalmente la vostra vita cantando “Senza giacca e cravatta”, E come tanti Neomelodici anche voi avete fatto matrimoni nei ristoranti e feste di piazze. Quindi perché rinnegare le proprie origini? Perché continuare con queste discriminazioni?”.

Coppola si è scagliata anche contro i colleghi. “E tutti i miei colleghi lecchini perché non difendete la nostra categoria invece di continuare a convincere agli altri che il nostro è un genere trash o che non emoziona? Siamo tutti stati fan di Nino D’Angelo per le emozioni che ci regalava ma cantando ‘pront si tu’ e ‘A discoteca’. Non mi sembra che queste canzoni le ha portate a Sanremo…le ha portate nelle nostre case…nella nostra realtà. Io la rispetto e sa benissimo quanto l’ammiro per il suo percorso che credo sia imparagonabile ma questo suo pensiero non lo condivido. Con affetto Nancy !”.

Poi è stata la volta di Giusy Attanasio riportata da varie testate locali e che poi sarebbe stata rimossa dalla cantante. “Mi riferisco al sig. Nino D’Angelo, se signore lo possiamo chiamare. Io canto ogni giorno le sue poesie però vorrei chiedere: ‘Signor D’Angelo se lei non si etichetta un cantante neomelodico mi sa dire che cantante è lei? Un cantante classico napoletano? Non mi risulta. Un cantante classico napoletano? Non penso. Non generalizzate quindi anche se in questo mondo c’è qualcuno che ci ha messo la merda in faccia ci sono anche tanti di noi che fanno questo lavoro con professione. Io mi sento molto offesa da lei soprattutto perché la ritengo un grande scostumato. Tre anni fa l’ho omaggiato con un lavoro, vi ho invitato a teatro. Lei non si è degnato nemmeno di ringraziarmi. Lei è sceso di basso livello negando le vostre origini. Lei le feste di piazza, i matrimoni, le faceva un anno fa. Siete un grande cantautore ma avete rinnegato la vostra origine e Napoli. Se lei non si etichetta un cantante neomelodico però ne avete bisogno per fare le vostre canzoni. Io amerò sempre Nino D’Angelo per quello che è stato non per quello che è. Lei è un grande artista, ma non un grande uomo. Ha perso la stima di Giusy Attanasio. Vi dovete solo vergognare”. Per poi “ritrattare”: “Essendo che siete una massa di capre ignoranti. E Nun ve voglio senti chiu! Cancello questi post per non leggervi! Ma non rinnego nulla di ciò che ho detto. Il mio pensiero è sempre lo stesso!”.

Infine è la stessa Nancy Coppola a condividere il pensiero di Bruno Lanza, autore, commediografo e musicista: “Circa 25 anni fa Nino D’Angelo in Piazza Plebiscito ed io ero presente, si autonominò padre e capostipite dei neomelodici dicendo: ‘So tutti figli miei’. Tutti possono cambiare idea, ma l’ha detto”.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.