Tra Isabella Conti e Bologna ci sarebbero meno di 10 chilometri – lo spazio tra il Comune che governa da sindaca, San Lazzaro di Savena, e il capoluogo. E invece c’è un campo, più o meno largo, ancora impreciso, e quindi non strutturato, strategico ma non troppo. La sinistra: che novità, il progressismo costantemente dalle ossa rotte e le alleanze ballerine. Ne hanno parlato ieri due ex Presidenti del Consiglio: Enrico Letta, il segretario del Partito Democratico, e Matteo Renzi, leader di Italia Viva. Dello “stai sereno”, sette anni dopo, tracce abbondanti sui giornali. Del faccia a faccia – circa 45 minuti, alla sede del think tank di Arel, neanche una foto – pure, e quindi del sostegno al governo Draghi, della campagna vaccinale, delle riforme che il Paese aspetta, del campo largo della sinistra già battezzato “Ulivo 2.0” che dovrà testarsi alle amministrative del prossimo autunno. Si vota a Roma, Milano, Torino, Napoli e Bologna, per l’appunto.

Renzi, dunque, ha avanzato senza mezze misure il nome di Isabella Conti. Classe 1982. Un vanto di Italia Viva, stimata dai dem. Dov’è cresciuta, nei Ds, prima di partecipare alla Fondazione del Pd. È sindaca di San Lazzaro di Savena, quasi 33mila abitanti. Ha conquistato l’81% nel 2019, alla fine del primo mandato. Apprezzata per il suo impegno contro il consumo del suolo e per essere stata la prima a offrire asili gratis a tutti. La sua idea del suo ruolo: “Quello che affronta i problemi del quotidiano, e quello che indica una prospettiva nuova”, ha risposto al Foglio. Si è detta onorata, non sorpresa, dell’investitura del Senatore di Scandicci.

Ci riflette insomma. E apprezza la proposta della segreteria di Letta. Nessun imbarazzo. “Sono anzitutto isabelliana: a San Lazzaro ho governato io, non Renzi. Quanto a Bologna, può essere un laboratorio nuovo, per il campo progressista. Purché si mettano da parte gli odii dei padri e si abbia il coraggio di immaginare un patto nuovo”. Fredda sulle dinamiche nazionali. Tradotto: sul Movimento 5 Stelle. Perché è lì, tra l’avvocato Giuseppe Conte, la piattaforma  Rousseau – o quello che ne rimarrà – e i diktat del Garante Beppe Grillo che si consuma lo strappo inevitabile tra i due ex premier protagonisti della cerimonia della campanella più algida della storia della Repubblica.

L’idea del campo largo di Letta conta infatti innanzitutto su un altro ex premier: l’avvocato Giuseppe Conte, a capo del nuovo Movimento 5 Stelle, messo alla porta di Palazzo Chigi dopo la crisi di governo scatenata proprio da Renzi. Che invece registra il fallimento delle amministrazioni dei 5 Stelle. A Roma non ha dubbi su chi sceglierebbe tra Virginia Raggi e Carlo Calenda. Napoli ancora un’incognita per tutti i partiti. Comunque: “Se il Pd si allea con i grillini, no, non entreremo in questa alleanza. Siamo distanti dalla destra antieuropeista di Salvini e Meloni ma anche dal becero populismo di Di Battista e Beppe Grillo. Non con i sovranisti, non con i populisti, ha detto al Corriere della Sera.

Che quindi ha lodato e rilanciato sulla scelta di Letta di mettere due donne come capigruppo in Parlamento – Debora Serracchiani alla Camera e Simona Malpezzi al Senato – invocando la stessa ratio per Torino, Milano, Bologna, Roma, Napoli e per il seggio parlamentare di Siena. “Noi a Bologna abbiamo la candidatura più forte, quella dell’avvocato Isabella Conti. Donna, di sinistra, riformista, sindaco capace, in prima linea contro gli scempi urbanistici e prima in Italia a dare asili nido gratis. Decideranno i bolognesi, non io. Ma se siamo coerenti con ciò che diciamo, Pd e Italia Via, dobbiamo andare a bussare alla porta di Isabella pregandola di candidarsi”.

Ma questo matrimonio però non s’ha da fare. O almeno così pare. Uno dei volti di punta della segreteria ha sussurrato al Corriere che quella di Conti è una “mera provocazione” da parte di Renzi. Così l’avrebbero presa in casa dem. Il Nazareno ha già scelto: “Il nostro candidato sotto le due Torri è Matteo Lepore su cui ci stanno tutti: Bonaccini, Merola e il M5s”. Lepore è assessore alla cultura del Comune di Bologna. La Rossa Bologna.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.