Circa 40 minuti di faccia a faccia nella sede Arel di Roma, l’Agenzia di ricerche e legislazione fondata da Nino Andreatta, ‘maestro’ di Enrico Letta.

Il segretario del Partito Democratico ha incontrato questa mattina il leader di Italia Viva Matteo Renzi, chiudendo di fatto così il suo giro di ‘consultazioni’ dopo la nomina a segretario Dem, dopo aver incontrato nelle scorse settimane tutti i capi dei partiti ‘alleati’, tra cui Giuseppe Conte, ma anche i leader di partiti di ‘opposizione’ come Antonio Tajani e Giorgia Meloni.

Un incontro atteso tra due leader politici che, com’è noto, hanno un trascorso non certo facile alle spalle: impossibile infatti non notare “l’elefante nella stanza”, la brutale cacciata da parte di Renzi dell’allora premier Letta, spodestato da Palazzo Chigi nel 2014 dopo averlo per giorni rassicurato con l‘ormai celebre “Enrico stai sereno”.

Un vertice che fonti del Partito Democratico hanno definito “franco e cordiale” e che trattato tutti i temi di scottante attualità politica: dal sostegno al governo Draghi alla campagna vaccinale, dalle prossime amministrative di ottobre al rapporto con il Movimento 5 Stelle.

Nel tête-à-tête Letta-Renzi è emerso, e non poteva essere altrimenti, la “divergenza profonda” tra il segretario Pd e il leader di IV sul rapporto con Giuseppe Conte e il M5S, che per Letta rimane essenziale nella costruzione dell’alternativa vincente alla destra del duo Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Ma vedute differenti sono emerse anche sul dossier delle amministrative di ottobre: è noto infatti che Italia Viva in alcune città come Torino e Palermo (e in Calabria), sarebbe vicina a chiudere accordi col centrodestra. Secondo le indiscrezioni Letta di sarebbe limitato ad ascoltare alcune idee di Renzi sul tema delle alleanze in vista delle amministrative, ma per il PD sarà questo il mese fondamentale per impostare la strategia finale in vista del voto di ottobre.

LE PAROLE DI RENZI – Sul vertice con Letta ha parlato lo stesso Renzi, intervistato a L’Aria che tira, su La7. Il leader di Italia Viva ha confermato di fatto le divergenze col segretario Dem sui rapporti col Movimento 5 Stelle: con Letta, ha spiegato Renzi, “abbiamo un’opinione diversa, questo era noto: credo che il posizionamento che immagino da qui al 2023 è che non voglio stare né con Salvini e Meloni e destra, né coi grillini e i populisti a sinistra. Letta cerca un’alleanza strategica con M5s e Conte, vedremo chi avrà ragione da qui ai prossimi due anni”.

E sempre a proposito di alleanza e rapporti con PD e M5S, Renzi rivela che un accordo “non lo farei, ma dovete chiederlo a loro”. “A Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli il Movimento 5 Stelle celebra un fallimento. Secondo me quell’esperienza non è replicabile, quindi fossi nel Pd non farei l’accordo con i Cinque Stelle”, è la stoccata del numero di Italia Viva.

 

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia