Si autodefinisce una donna “con spirito gipsy”, per la sua “costante ricerca di nuovi orizzonti e nuove esperienze”. Ed è proprio una “nuova esperienza” ad attendere Simona Malpezzi, nuova capogruppo al Senato per il Partito democratico. L’ha scelta il neo-segretario Enrico Letta, ed è stata nominata all’unanimità per succedere ad Andrea Marcucci ai vertici della rappresentanza dem a Palazzo Madama. Alla Camera è attesa una sua omologa, nel nuovo schema voluto dal Nazzareno che prevede due donne come rappresentanti in Parlamento.

Milanese di Cernusco sul Naviglio, ma cresciuta nel piccolo paese di Pioltello, Malpezzi ha studiato Lettere Moderne e si è laureata alla Cattolica con una tesi su Amintore Fanfani. Già da allora coltivava la passione per la politica, prima di farvi ingresso nel 2009, quando aderì al Partito Democratico, “riconoscendo nel nuovo progetto politico la vera forza riformista di sinistra italiana”. Nel 2011 viene eletta nel Consiglio Comunale di Pioltello, dove ricopre il ruolo di capogruppo del Partito Democratico.

Il grande salto avvenne nel 2013, grazie a Matteo Renzi, di cui è sempre stata grande sostenitrice. L’ex sindaco di Firenze la volle in parlamento, nelle elezioni che videro l’allora segretario Pierluigi Bersani fallire l’assalto alla premiership.

Deputata e membro della commissione Istruzione nella scorsa legislatura, Malpezzi è passata al Senato nel 2018, elette nella circoscrizione della Lombardia, ottenendo l’incarico di sottosegretaria ai rapporti con il Parlamento che ricopre tuttora, dopo aver giurato lo scorso 1 marzo per entrare nel governo Draghi. Non ha seguito Renzi nella scissione che ha fatto nascere Italia Viva, ma è rimasta nel Pd di Zingaretti aderendo alla corrente di Base riformista, costituita da tanti ex fedelissimi dell’ex premier.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.