Una intesa frutto di un compromesso che potrebbe evitare una nuova, ennesima, spaccatura nel Partito Democratico. È arrivato l’accordo nell’assemblea dei deputati del Pd col segretario Enrico Letta che mette fine, almeno per il momento, ai mal di pancia Dem: nell’incontro tenuto a Montecitorio, seguito alla richiesta di Letta di eleggere due donne capogruppo dei parlamentari di Camera e Senato, è arrivato il sì almeno per quanto riguarda quello di Montecitorio.

Una svolta possibile grazie alla disponibilità di Graziano Delrio, attuale numero uno Dem alla Camera, a fare un passo indietro e rinunciare al suo incarico. La votazione comunque non è attesa nella giornata di oggi: l’assemblea di stamattina è stata infatti aggiornata a giovedì per consentire a tutti gli iscritti di parlare.

Nel corso dell’assemblea Delrio avrebbe infatti confermato di “condividere” l’obiettivo indicato dal segretario Letta, convinto della necessità di “aiutare il segretario a raggiungere l’obiettivo”. “Sono il primo a farmi da parte, nelle forme e nei modi che decideremo, io ci sono comunque, abbiamo donne e uomini capaci”, avrebbe aggiunto Delrio.

Intenzioni confermate poi su Twitter dal capogruppo Pd alla Camera: “La sfida di Enrico Letta e del Pd per la parità di genere è la mia sfida. Per questo mi faccio da parte per una soluzione che porti una donna alla guida dei deputati Pd. Decideremo insieme per il bene di una grande comunità politica”.

IL CASO MARCUCCI – Ben più complicata appare la situazione al Senato, dove il capogruppo Andrea Marcucci, ex renziano, non avrebbe alcuna intenzione di fare quel passo indietro chiesto da Letta. Il segretario Pd è arrivato a palazzo Madama e, dopo l’assemblea di Montecitorio, sta incontrando il capogruppo  Marcucci. “Sono qui, adrenalinico”, ha detto il segretario scherzando con alcuni cronisti.

L’incontro, conclusosi dopo circa 40 minuti, sembrerebbe aver avuto un esito positivo. “Guardate che tra pisani e lucchesi si trova sempre un’intesa“, ha detto Letta uscendo da Palazzo Madama, mentre Marcucci ha aggiunto che “adesso andiamo in assemblea”. La battuta di Letta si riferisce alle origini toscane di entrambi: l’ex premier è di Pisa, mentre Marcucci è nato in Garfagnana, nel comune di Barga, in provincia di Lucca.

I due si sono poi diretti insieme alla Sala Capitolare della Biblioteca del Senato, in Piazza della Minerva, per partecipare all’assemblea del gruppo del Pd.

Proprio al segretario Dem Marcucci aveva indirizzato oggi una lettera prima dell’assemblea, in cui si ripercorre la storia” degli ultimi tre anni, dal Governo gialloverde all’arrivo di Draghi. “In tutto questo – sottolinea Marcucci – dal 2018, ci sono state due dimissioni di segretari del Pd (2018 e 2021); un congresso (2019); due segretari eletti in Assemblea (2018 e 2021); una scissione. In tutti questi passaggi, nel gruppo abbiamo discusso, forse anche litigato, senz’altro ci siamo appassionati alla vita del nostro Partito e lo abbiamo fatto sempre – sempre! – con la certezza che ciascuno di noi stesse combattendo una battaglia a viso aperto, leale, e per questo bella, vera. Ed è il motivo per cui siamo oggi qui, ancora in piedi nonostante tutto, stanchi ma orgogliosi del lavoro fatto”, aggiunge Marcucci.

“Si dice che chi ha il compito di prendere delle decisioni si senta spesso solo. Io devo essere un uomo particolarmente fortunato, perché in questi tre anni ne ho prese tante ma non mi sono mai sentito solo, non l’ho mai fatto da solo. E anche questa scelta, che tu ci chiedi, la faremo come le altre, tutti insieme, rivendicando la nostra autonomia, rispettando le regole ed accogliendo tutti i consigli ma rigettando anche le imposizioni strumentali“, conclude Marcucci.

L’APPELLO DI LETTA, MARCUCCI PRENDE TEMPO – Durante l’assemblea tenuta alla Sala Capitolare della Biblioteca del Senato Letta ha quindi rivolto un appello ai senatori: “Vi chiedo di aiutarmi. So che chiedo un sacrificio gravoso a Marcucci e Delrio. Chiedo ad Andrea generosità, anche nel gestire con voi questo passaggio. Evitiamo di stare settimane sui giornali su questi temi interni. Io guardo solo alla mia coscienza e responsabilità. Non è immaginabile che dopo la pandemia, che ha portato in primo piano i valori di fraternità e lotta alle disuguaglianze, il paese ne esca a destra, per nostre mancanze”.

Un invito che però al momento non ha trovato sponda da parte del capogruppo al Senato: “Sulla tua proposta di cambiare capigruppo, temo che purtroppo sia troppo generica, bisogna interrompere la tradizione di avere segretari sempre uomini”, ha detto Marcucci rivolto a Letta, convocando quindi a giovedì mattina alle ore 9 l’assemblea per eleggere il nuovo capogruppo.

Sul tema delle donne è arrivato quindi un duro affondo nei confronti del neosegretario: “Mentre abbiamo la pandemia, i vaccini che non partono come dovrebbero, il paese in affanno, non voglio che il Pd si limiti a parlare di parità di genere al proprio interno – ha spiegato rivolgendosi al segretario Enrico Letta – Sappi che noi non siamo incoscienti, ma pretendiamo coerenza, il passaggio sulla delegazione europea ad esempio a me non è piaciuto”.

Quanto alla scelta da prendere sul passo indietro auspicato da Letta, l’ex renziano di ferro ha detto che “rifletterà in queste ore” su cosa fare.