Il Dpcm e l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che ha stabilito quali sono le regione gialle, arancioni o rosse, in base alle diverse fasce di rischio stabilite da 21 criteri tecnico-scientifici, potrebbe rivelarsi già vecchia domani, quando entrerà in vigore il Dpcm.

È il rischio altissimo che viene paventato da Repubblica in base proprio ai dati utilizzati per il monitoraggio delle diverse regioni e che spinto Speranza a imporre il lockdown per 15 giorni in Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Calabria.

La scelta del ministro della Salute è basata sui dati del monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità di venerdì 25 ottobre, a loro volta basati sui dati dal 19 al 25 ottobre, indubbiamente vecchi e non corrispondenti all’attuale andamento della curva epidemiologica nel Paese.

Oggi infatti, alla vigilia dell’entrata in vigore il Dpcm, verrà reso noto il nuovo report dell’Istituto Superiore di Sanità sul monitoraggio settimanale, stavolta con dati più completi e nuovi. Alcune regioni, in particolare Veneto e Liguria, rischiano seriamente di fare un salto in avanti e passare da Regione in zona gialla a zona arancione. Stessa sorte toccherebbe anche a Toscana e Campania, dove il presidente Vincenzo De Luca già ieri sera è andato all’attacco dell’esecutivo e del premier Giuseppe Conte ribandendo di voler mantenere chiuse le scuole. Proprio sulla Campania Repubblica parla apertamente di ‘caso’, perchè contro ogni previsioni si è ritrovata ieri sera in fascia gialla e parlando di “dati poco chiari fornita dalla Regione“.