Con la morte della presidente della Calabria, la forzista Jole Santelli (scomparsa a soli 51 anni), nella regione si apre un vuoto di potere. Ma cosa succede ora? Lo abbiamo chiesto al costituzionalista Michele Della Morte dell’Università del Molise.

«Il faro è l’articolo 126 della Costituzione – ci spiega – che prevede la morte di un presidente di una giunta regionale come causa di scioglimento del consiglio regionale e di decadenza della giunta. Quindi sicuramente si tornerà a votare per eleggere un nuovo presidente. Per le modalità di voto si segue lo statuto e il regolamento della Regione Calabria». Nuove elezioni dunque, ma entro quando? «A breve il consiglio regionale dovrà prendere atto formalmente del decesso, dopo di che entro 60 giorni si tornerà alle urne. Intanto a guidare temporaneamente la Regione sarà il vicepresidente (in questo caso il leghista Antonino Spirlì, n.d.r.) che si occuperà dell’ordinaria amministrazione insieme alla giunta».

«Si tratta di un caso inedito – aggiunge Della Morte – perché accadde nel 1980 che morì il presidente siciliano Piersanti Mattarella (fratello dell’attuale Capo dello Stato n.d.r.), ma allora il presidente della giunta regionale non aveva i poteri e l’importanza di oggi, perché era prima della riforma del Titolo V della Costituzione. Poi in questo caso la presidente era stata eletta meno di un anno fa (a gennaio)».

Questo meccanismo di sostituzione in caso di morte è previsto dalla Costituzione per un motivo chiaro: «Simul stabunt aut simul cadent, cioè essendoci l’elezione diretta a suffragio universale del presidente della regione ed essendo il consiglio regionale eletto insieme alla sua figura, gli organi devono seguire la stessa durata. Si tratta della stessa regola che c’è al livello comunale, mentre questo non vale a livello nazionale perché siamo una Repubblica parlamentare e Presidente del Consiglio e Presidente della Repubblica non vengono eletti direttamente a suffragio universale».

Intanto, però, è già polemica per la successione con Antonino Spirlì. Il vicepresidente, nonché assessore alle Pari opportunità, 58 anni e sovranista, nonostante la sua omosessualità alla recente manifestazione a Catania in difesa di Matteo Salvini (sotto processo per il caso Gregoretti) ha parlato di «lobby frocia» al potere. Poi ha rivendicato l’uso dei termini «ricchione» e «negro», «perché non c’è altro modo», mentre mostrava il rosario.

Il colore politico del nuovo presidente è un’incognita. La Lega che ora governerà, alle recenti elezioni comunali ha perso molti voti, soprattutto a Reggio Calabria e ha conquistato solo Taurianova. Forza Italia e Fratelli d’Italia non hanno al momento un candidato carismatico quanto Santelli. Il centrodestra, forte del 55% dello scorso gennaio, rimane comunque in vantaggio sugli avversari. Il candidato del Pd Pippo Callipo aveva raccolto solo il 30% e il Movimento 5 Stelle appena il 7%.