È terminata all’Alta Corte di Londra la seconda e conclusiva udienza sull’appello finale della difesa di Julian Assange. Il giornalista australiano e co-fondatore di WikiLeaks non era presente in aula. La moglie Stella Assange ha dichiarato l’indisponibilità a comparire di Julian Assange per problemi di salute. Oggi l’udienza contro la sua contestata procedura di estradizione dalla Gran Bretagna negli Usa.

Il verdetto ci sarà in un’altra occasione: secondo le attese è questione di giorni, ma i giudici non hanno dato indicazioni precise. Se il ricorso non fosse accolto risulterebbero esaurite le possibilità di azione legale presso la giustizia britannica.

Julian Assange non presente in aula: “Non sta bene”

La moglie, Stella Assange, e gli avvocati difensori, avevano informato i due giudici d’appello che il giornalista e attivista australiano, cofondatore di WikiLeaks, “non sta bene” a causa delle conseguenze di 5 anni di detenzione dura nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh.

La moglie di Assange: “Protestare finché non sarà libero”

Diversi manifestanti si sono riuniti dinanzi alla sede del tribunale durante l’udienza. La moglie, Stella Assange, ha detto loro che l’esito è carico d’incognite. E che occorre protestare, “dimostrando che il mondo guarda, finché Julian non sarà libero”.

Redazione

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