Sempre in crescita, troppi i “fenomeni aerei non identificati” negli ultimi 20 anni. E oltre al Pentagono scende in campo anche la NASA per fare chiarezza sui cosiddetti fenomeni aerei non identificati, quelli che una volta venivano chiamati ufo. Ad annunciarlo lo stesso ente spaziale statunitense che proverà a trovare una risposta agli avvistamenti. Lo studio dovrebbe concludersi nell’arco di nove mesi. Gli obiettivi sono appunto quello di scoprire cosa sono quegli Unmanned Aerial Phenomena (Uap) e quello di migliorare la sicurezza aerea. A condurre la ricerca autorevoli esperti scientifici e dell’aeronautica che raccoglieranno quanti più dati possibili forniti da governi, aziende private, associazioni e perfino cittadini in possesso di informazioni utili.

L’attività avrà a disposizione un budget di 100mila dollari. “La Nasa ha una posizione privilegiata per affrontare gli Uap”, ha detto Daniel Evans, uno dei responsabili Nasa della ricerca. “Chi meglio di noi può utilizzare il potere dei dati e della scienza per capire costa sta accadendo nei nostri cieli?”. Alla fine del lavoro sarà stilato un rapporto pubblico. Secondo l’amministratore associato alla Nasa Thomas Zurbuchen, l’indagine ha anche l’obiettivo di “far comprendere a tutti che il processo scientifico è valido per trattare tutti i problemi, compresi questi”.

Gli ufo erano finiti al centro di un report del 2021 stilato dall’intelligence americana secondo cui non potevano esserci prove dell’esistenza di forme di vita extraterrestre. Se da una parte mancavano prove sulla base delle segnalazioni raccolte, dall’altra i Servizi avevano ammesso che diverse segnalazioni dei piloti non trovavano una spiegazione.

Secondo un sondaggio realizzato da Gallup il 75% degli americani crede gli Ufo esistano e un terzo che si tratti di veicoli extraterrestri. Il Pentagono tra il 2020 e il 2022, per dimostrare la propria trasparenza sul tema, ha diramato una decina di video di incontri tra Ufo e aerei militari. Gli approfondimenti del Pentagono non avevano portato a rivelazioni decisive ma la conclusione prevalente è che si tratti di riflessi di luci o malfunzionamenti di sensori.

Il ricercatore del Laboratorio di dinamica del volo spaziale al Cnr di Pisa, Luciano Anselmo, ha commentato al Venerdì di Repubblica come il fenomeno sia stato sollevato da anni ma anche come l’atteggiamento nei suoi confronti sia radicalmente cambiato. “Sarebbe naturale per gli scienziati indagare su cosa, dal fisico allo psicologico, ci sia dietro a questi milioni di avvistamenti, se non fosse che il fenomeno Uap si è sempre mescolato a truffe, distorsioni e commercializzazione”. Gli Uap sarebbero più semplicemente “un mix fra inconsapevoli osservazioni di velivoli, satelliti e detriti che rientrano dall’orbita, fenomeni naturali, come meteore, luci riflesse o fulmini globulari, e difetti negli strumenti di rilevazione. L’ipotesi extraterrestre è affascinante, ma visti i dati su cui poggia è fondata quanto quella degli antichi che spiegavano i loro Uap con interventi divini”.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.