La sindaca di Roma, Virginia Raggi, è stata condannata dal Tribunale di Roma per aver escluso indebitamente gli immigrati senza dimora dal diritto a ricevere gli aiuti solidali. Il Campidoglio avrebbe predisposto il bando per assegnare i ticket restaurant in modo tale da non farli arrivare nelle mani degli ultimi nella scala sociale dell’emarginazione, i più colpiti dall’impossibilità di percepire un reddito. Ticket restaurant peraltro già oggetto di inchiesta e in tardiva distribuzione nella capitale due settimane dopo il decreto del governo che li ha previsti.
In dieci pagine di motivazione, la condanna giunta ieri – firmata dalla giudice Silvia Albano – parla di una delibera discriminatoria. La decisione accoglie in via d’urgenza il ricorso di un immigrato filippino, Randy A., 38 anni, assistito dall’avvocato Salvatore Fachile, dello Studio legale Antartide, che ha contestato, davanti al giudice della sezione Diritti e immigrazione, la delibera che disciplina l’erogazione dei ticket.

L’immigrato assistito era giunto in Italia nel 2016 insieme alla compagna e ai due figli della donna. Dalla loro relazione era poi nato un figlio in Italia e la coppia era diventata titolare di permesso di soggiorno per sei mesi. Scaduta l’autorizzazione, però, i due e i figli sono rimasti a Roma. Lui lavora come aiuto cuoco, lei come domestica. I figli vanno regolarmente a scuola. L’immigrato aveva fatto domanda del contributo specificando la propria condizione economica per effetto del lockdown e la situazione di irregolare, privo della residenza. Ma proprio per questi motivi è stato escluso dal buono spesa. «Attualmente – fa notare il legale dell’immigrato – il ricorrente e la sua famiglia non riuscirebbero neppure a regolarizzarsi essendo al momento chiusi gli Uffici Immigrazione delle Questure e sospese le procedure di rilascio dei permessi».

Argomentazione accolte dal giudice che ammette al beneficio del buono spesa il nucleo familiare irregolarmente soggiornante sul territorio italiano e qui radicatosi in base al solo domicilio, «in quanto trattasi di misura emergenziale introdotta a tutela di un diritto fondamentale, tra cui quello all’alimentazione e alla vita stessa, che non ammette discriminazioni e che pertanto bisogna riconoscere e garantire a tutte le persone».  I ticket anti-crisi sono un pasticcio per il Campidoglio grillino. Repas, società rimasta esclusa dalla corsa ai 100 mila buoni pasto contro l’emergenza coronavirus richiesti dai romani, presenterà ricorso al Tar del Lazio.

L’azienda rappresentata dall’avvocato Gianluigi Pellegrini ha annunciato il contenzioso con una nota inviata al Comune ieri sera. In ballo c’è il mezzo milione di euro di coupon che palazzo Senatorio avrebbe bruciato scegliendo la fornitura di Edenred e su cui indaga la procura della Corte dei Conti. Accolgono la sentenza con soddisfazione i tanti comitati civici anti-Raggi. “Tutti per Roma, Roma per tutti”, con Emma Amiconi, rilancia: «La questione della mancanza di residenza anagrafica riguarda moltissimi cittadini, non solo immigrati irregolari. Roma è città solidale e accogliente». «Solo a Roma, e non nelle altre grandi città, si registrano così tanti problemi legati all’assistenza verso chi ha subito maggiormente la crisi», commenta il coordinatore romano di Italia Viva, Marco Cappa.

Romano e romanista, sociolinguista, ricercatore, è giornalista dal 2005 e collabora con il Riformista per la politica, la giustizia, le interviste e le inchieste.