“Lanciamo un’innovativa protesta, sicuri che in futuro altri istituti ci seguiranno. Ci rendiamo disponibili nel fare una donazione di sangue volontaria“. Così scrivono i detenuti del carcere d’Imperia in una lettera. Dopo giorni di tensioni e manifestazioni sfociate in proteste e rivolte anche violente, dall’istituto di detenzione ligure arriva un messaggio e un gesto di solidarietà in questo momento delicato provocato dalla pandemia da Covid-19.

“Questa emergenza ci rende seriamente preoccupati e nervosi – scrivono – Noi tutti, cittadini privati momentaneamente della libertà, scriviamo per reclamare: l’attenzione, la criticità, la vita carceraria difficile, la permanenza all’interno degli istituti alle volte esagerata e nell’intento di inviare un sano messaggio, evitando malintesi, come nelle rivolte catastrofiche dei giorni scorsi”. E poi, annunciando il loro gesto, aggiungono: “Questo per ribadire la nostra attenzione solidale, alle nostre condizioni non possiamo fare di più. Vorremmo dimostrare il nostro sentito impegno nell’emergenza in corso, facendo la nostra parte nel mondo e per il mondo”.

Un messaggio rivolto soprattutto a tutti gli operatori impegnati nell’emergenza coronavirus: “Questi eroi rendono noi detenuti più tranquilli, anche sé vista la nostra posizione, ‘privati della libertà’ non possiamo assistere e stare vicini ai nostri cari. Porgiamo  le nostre più sentite condoglianze e siamo vicini a tutte le famiglie delle vittime di questo tragico momento”. Un caloroso ringraziamento va anche “alla polizia penitenziaria che ci assiste con tanta pazienza, in particolare ai vertici dell’istituto che sono riusciti, tramite il nostro responsabile dell’area pedagogica Giancarlo Gandalini, che tutti i giorni costantemente ci assiste direttamente tranquillizzando i nostri animi e senza intermediari cercando in tutte le maniere di accomodarci al meglio, a mantenere la calma all’interno dell’istituto, in un momento così critico e drammatico, dandoci la possibilità di sentire la nostra famiglia tutti i giorni”.

In chiusura della lettera un accorato appello, un messaggio di vicinanza, un manifesto di solidarietà: “Restiamo però disponibili, visto che nelle nostre condizioni non possiamo fare di più. Vorremo dimostrare il nostro sentito impegno nell’emergenza in corso facendo la nostra parte nel mondo e per il mondo, certi di fare cosa gradita. W la vita, w l’Italia, w il mondo, io resto a casa. L’unione fa la forza. Rispettiamo le regole, rispettiamo noi stessi. Grazie di cuore a tutti gli eroi. Siamo con voi. Firma Noi”.