Tra le curve panoramiche della sinuosa “Strada delle Colline” (ora corso Vittorio Emanuele) ‘si aprono scorci di rara amenità e bellezza’. E da questa strada si aprono percorsi di collegamento, in salita verso Sant’Elmo e, a valle, verso la città e il mare. Le scale del Petraio o quelle di Montesanto, la Pedamentina di San Martino, una passeggiata che soltanto un anno fa (prima del lockdown) era una delle attrazioni per i turisti che visitavano la città del Vesuvio.

Ma anche la Scala di San Pasquale che, nei pressi di Santa Lucia a Monte e nei dintorni della Cittadella Universitaria di Suor Orsola Benincasa, conduce nel cuore dei Quartieri Spagnoli attraverso una insolita e ripida doppia rampa di forma convessa. Si tratta di percorsi nascosti sul Corso che offrono “al curioso passante” aperture visive sul golfo, con sorprendenti fotogrammi di scenari ambientali. Come descrive Carlo Celano in Notizie del bello, dell’antico, e del curioso della città di Napoli, per i signori forastieri (1692), si tratta di luoghi aperti verso il mare, con giardini e aree coltivate, posti a ridosso dell’eremo di San Martino, raggiungibile attraverso il percorso della Pedamentina ma anche attraverso le proprietà di Santa Lucia a Monte, dove risultavano contigue zone verdi e spazi claustrali di diversa dipendenza ecclesiastica.

Vi sono “(…) deliziose vedute, qualche buono quadro, e belle loggie, e giardinetti di fiori, vedesi la porta del boschetto di S. Martino, per lo quale di facile si può salire il Monasterio, quando i monaci lo permettono (…)”. Tra sentieri e percorsi selciati percorribili anche in carrozza – descrive ancora il Celano – “(…) per questa medesima strada si può passare alla Chiesa, e convento di S. Maria della Concettione della madre Suor Ursola (…)” Ed è quanto si può osservare dalla pianta ottocentesca del Comune di Napoli, redatta da Federico Schiavoni nel 1879, dove si ritrova il percorso panoramico del corso Vittorio Emanuele (una strada lunga oltre quattro chilometri voluta da Ferdinando II di Borbone) ma anche la “Salita Suor Orsola”, che lambiva il grande muro che protegge gli ambienti del monastero (come si vede dall’incisione di Federico Pesche del 1668).

Un percorso ritrovato e che era stato nascosto da nuove costruzioni proprio per la realizzazione del corso Vittorio Emanuele. Infatti il Corso era stato inaugurato il 28 maggio del 1853, e come riporta in cronaca il Giornale del regno delle due Sicilie, Ferdinando II: “(…) non pago delle splendide innovazioni e de’ proficui abbellimenti che la Capitale va ricevendo nel suo centro, dove più fitta è la popolazione, (…) ideava dotarla d’una zona novella (…) ed offrire così ai pedoni, ai cavalli ed ai cocchi il più bel loggiato del mondo (…)”. Ma la “Strada delle Colline” non fu completata. Infatti era stata immaginata per congiungere Piedigrotta con Capodimonte e quindi i Ponti Rossi, per una strada tangenziale – a mezza costa, con vincoli di tutela paesaggistica – che doveva garantire il collegamento tra il Quartiere Occidentale (Chiaia) con il Quartiere Orientale (destinato alla classe operaia), secondo un “Piano di Abbellimento” ispirato alle avanzate teorie di sviluppo urbanistico europeo del tempo.

Riqualificare l’antico percorso della “Salita Suor Orsola” (oggi Gradini Suor Orsola) significa anche rispettare l’identità dei luoghi che nel tempo hanno vissuto inevitabili trasformazioni, aggiunte e stratificazioni; significa ritrovare il senso dei percorsi originari ma anche valorizzare la storia e le storie di un sito e di una città. La Cittadella Universitaria di Suor Orsola Benincasa – antico monastero di fondazione cinquecentesca, affidato un tempo ai padri teatini – è un luogo vivo della storia della città, che racconta storie di cultura e di nobile committenza e accoglie la formazione di giovani professionisti in uno straordinario contesto ambientale.

Da oggi, con la tutela della strada e la possibile riapertura, che dal portale d’ingresso (che è anche il logo di Ateneo) conduce alle due chiese dedicate all’Immacolata Concezione e collega con il Corso, si offre alla cittadinanza un rinnovato percorso pubblico che, fuori le mura del monastero, vedrà passeggiare ancora cittadini, turisti, studenti e docenti.

Pasquale Rossi, presidente del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell’Università Suor Orsola Benincasa