È salito a 87 il numero dei medici deceduti per l’epidemia di Coronavirus. Nel ‘bollettino’ diramato dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), si aggiungono 8 medici morti nel weekend dopo aver contratto il Covid-19. A pagare il tributo di sangue per fronteggiare l’emergenza i medici Giovanni Battista Tommasini (medico di famiglia), Riccardo Zucco (Neurologo), Ghvont Mrad (medico termale), Gianbattista Bertolasi (medico di famiglia), Silvio Lussana (internista), Giuseppe Aldo Spinazzola (cardiologo), Vincenzo Emmi (rianimatore), Carlo Amodio (radiologo).

È risultato positivo al tampone per il Coronavirus anche il direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco, Nicola Magrini. Come comunicato dalla stessa Aifa, da ieri Magrini, come previsto dalle normative, è in isolamento domiciliare. Il direttore dell’Aia sta bene e continuerà a svolgere il suo lavoro da remoto. Ovviamente l’Agenzia ha sottoposto ad isolamento tutti coloro che sono stati a stretto contatto con Magrini nei giorni scorsi.

L’ULTIMO BOLLETTINO – Vietato abbassare la guardia ma ci sono alcuni dati incoraggianti che emergono dal bollettino domenicale della Protezione civile sull’emergenza coronavirus in Italia. I 525 decessi di ieri rappresentano il dato più basso dal 19 marzo, i ricoverati con sintomi scendono di 61 unità per la prima volta dall’inizio della pandemia e, dopo il primo calo di sabato, altri 17 posti letto di terapia intensiva sono stati svuotati rispetto alle 24 ore precedenti.

I numeri totali però spingono a tenere sempre alta la soglia d’attenzione, perché fa male sapere che sono 15.887 i morti in Italia. E non solo: si registrano 2.972 in più i malati di Covid-19 nel nostro Paese, con il dato complessivo degli attualmente positivi che sale a 91.246. Mentre i casi totali per coronavirus sono 128.948 (+4.316 in 24 ore). Ancora, sono 3.977 i ricoverati in intensiva nel nostro Paese e 819 in più in 24 ore gli italiani che hanno superato l’infezione (21.815 guariti totali). Facendo poi un giro dello Stivale, resta la Lombardia la regione da allerta rossa in Italia, con 28.124 di casi attualmente positivi, seguita da Emilia-Romagna (12.837) e Piemonte (10.177).

Spetta invece volta al presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, l’analisi dei dati. A suo dire, “c’è l’evidenza che la curva ha raggiunto il suo plateau e ha iniziato la sua discesa”. C’è un però: “Questo dato positivo va conquistato giorno dopo giorno”. Poi Brusaferro continua così la sua disamina: “I decessi sono indicatori di contagi avvenuti 10-12 giorni fa o anche più. Il numero di nuovi casi è in decrescita e ci aspettiamo che” lo stesso succeda anche per “i ricoveri e i decessi”. In sostanza, secondo il numero uno dell’Iss, “dovremo cominciare a pensare a una fase 2, se questi dati si confermano”. Nel frattempo, però, per i test seriologici e molecolari, così come per quelli in corso sui farmaci all’Aifa, c’è da attendere, perché “servono tempo e numeri”.