“Venerdì sera le Sardine saranno alla prima puntata di Amici, rivolgendoci ad una piazza nuova, fatta di altre storie”. È l’annuncio che arriva dal movimento di Mattia Santori e soci, che lasciano per una sera le piazze per spostarsi negli studi televisivi di Mediaset del ‘nemico’ Silvio Berlusconi. L’appuntamento è in programma venerdì 28 febbraio, quando interverranno nel programma condotto da Maria De Filippi il ‘volto’ del movimento, Mattia Santori, la portavoce della Calabria Jasmine Cristallo e Lorenzo Donnoli, del gruppo emiliano delle Sardine.

Una scelta difficile, che sta già provocando reazioni contrastanti sulla pagina Facebook ufficiale del movimento e sui vari gruppi paralleli sul social. Le Sardine spiegano però che “accettare il rischio di confrontarsi con un pubblico il più ampio possibile è sempre stato nel dna delle Sardine, così come tentare di avvicinare corpi e raggiungere coscienze, provando a parlare alle menti prima che alle pance”.

Per questo, quasi a giustificare la presenza in tv da Maria De Filippi, le Sardine rivendicano che “la dimensione “politica” delle Sardine non può e non deve essere snob, evitando il rischio, questo sì reale, di chiudersi in una comfort zone in cui parlare tra pochi o di strumentalizzare ogni argomento per trasformarlo in quel populismo che invece siamo nati per combattere. Siamo da sempre a favore delle contaminazioni, specie quelle culturali, artistiche e creative”. “Avevamo deciso di occupare uno spazio. Lo abbiamo fatto. Siamo stati nelle piazze un tempo solo appannaggio delle urla indistinte del populismo più spietato. Poi abbiamo detto di essere anticorpi. E così abbiamo iniziato ad inoculare vaccini di democrazia e buone ragioni nei corpi e nelle menti che in ogni città abbiamo incontrato, smontando rabbie e frustrazioni”, spiegano ancora le Sardine nel post.

Per Santori e soci quindi venerdì si andrà da Maria De Filippi “con lo stesso principio e siamo pronti a raccogliere i vostri consigli e i vostri appelli alla cautela. Ma non etichettiamo tutti perché contro le etichette e gli stereotipi siamo nati”.