Se l’Italia avesse avuto un piano piano aggiornato sulla gestione delle pandemie il bilancio dei morti da Coronavirus sarebbe sceso di 10mila morti. È la tesi al centro di un documento redatto da Paolo Lunelli, ex generale e responsabile della Scuola interforze per la Difesa Nbc, ora nelle mani dei pm di Bergamo che indagano sulla gestione della pandemia e in particolare sulla mancata zona rossa a Nembro e Alzano Lombardo.

Lunelli, parlando all’agenzia Agi, spiega che confrontando le performance in termini di vittime ogni milione di abitanti dei vari Paesi europei ho soltanto rilevato l’esistenza di una correlazione tra la data di aggiornamento dei rispettivi piani e il tasso di mortalità di quel Paese, inteso come numero di vittime per milione di abitanti”. L’ex generale evita accuratamente di utilizzare il termine “certo” riferendosi al numero di vittime che si potevano evitare con un adeguato piano sulla gestione delle pandemie, ma valutando le performance media di un Paese come l’Olanda «forse avremmo potuto risparmiare 10 mila vite. Ma anche se ne avessimo salvate soltanto mille ne sarebbe valsa la pena”.

Entrando più nel merito della questione, Lunelli spiega come l’assenza di un piano aggiornato ha comportato una centralizzazione delle decisioni sanitarie che potrebbe essere stato controproducente.” Nel caso di ambiente fortemente perturbato e in situazioni particolarmente complesse, la soluzione ottimale è la decentralizzazione, assicurando alle regioni e alle Asl un’autonomia decisionale per assolvere al meglio il compito affidato”, sottolinea infatti Lunelli.