Siamo al quattro marzo, all’indomani del martedì in cui la provincia di Bergamo per la prima volta supera per aumento giornaliero di contagi la zona rossa del Lodigiano. Eppure quando a Milano si incontrano il ministro della Salute Roberto Speranza e i vertici della Regione, rappresentati dal vicepresidente Fabrizio Sala, l’assessore al Welfare Giulio Gallera e quello al Bilancio Davide Caparini, con il governatore Attilio Fontana in collegamento video perché in quarantena, l’ipotesi di istituire una zona rossa viene trattata solo di sfuggita.

La riunione, come ricostruito da un articolo del Corriere della Sera, non ha a che fare con l’esplosione ormai chiara del contagio nella bergamasca, che nel capoluogo e in Val Seriana farà registrare numeri tragici, ma sulle misure chieste al governo sul modello del nuovo ponte di Genova. La richiesta è infatti che l’intera Lombardia diventi zona rossa, ma solo “economicamente”, con misure straordinarie a favore di famiglie e imprese.

Mentre si continua a parlare di misure economiche, ad un certo punto e per soli due minuti il discorso passa sull’impennata dei contagi, un audio pubblicato in esclusiva dal Corriere. Una registrazione in cui Gallera e Fontana (più un terzo interlocutore non identificato, ndr) sembrano consapevoli del tempo perduto e preoccupati di quanto potrà accadere, ma al momento di ‘andare al sodo’ si affidano alle valutazioni del governo, senza insistere.

LA CONVERSAZIONESperanza: Magari ci girate…

Uomo: Le slide, le giriamo tutto. Subito. Adesso…

Speranza: Diciamo, tutto quello che abbiamo fatto finora non porta nessun segnale minimo di contenimento, ancora zero…

Gallera: È presto, poi il dato è un po’ grezzo. Questo dato qui sono i tamponi di ieri, dell’altro ieri… Peraltro ormai la gente arriva e noi la ricoveriamo perché è in situazione… poi gli fai il tampone, poi il tampone viene visto in ventiquattro, trentasei ore, torna qui in leggera… è la fotografia di due giorni fa sostanzialmente…

Speranza: Queste persone si potrebbero essere ammalate prima delle nostre misure, perché le misure le abbiamo messe in campo da una settimana…

Fontana: Dieci giorni

Speranza: Ancora non vediamo…

Gallera: Esatto, esatto… Non vediamo, c’è solo la diffusione… Questa è l’ultima che abbiamo, questa è di ieri.

Fontana: Sentiamo la necessità che il clima di preoccupazione cresca un po’ più di quello che è stato, perché c’è molta sottovalutazione.

Gallera: Alzano e Nembro… Voi volevate fare… secondo me, l’idea della zona rossa lì, al di là che dia il messaggio che magari non è perfettamente lì… però là c’abbiamo il secondo focolaio… sta crescendo e là non c’è la percezione perché chi abita lì… questi continuano a uscire, vanno in giro…

Uomo: Più si annuncia, più scappa

Gallera: Quindi bisognerebbe proprio… che ha fatto la proposta…

Speranza: Sì, sì, ci stanno ragionando… Appena rientro, provo…

Gallera: Sono due Comuni. Poi… nell’area Nord…

Uomo: Al limite potrebbe arrivare anche oltre la provincia di Lodi che ne ha 500. Quindi il focolaio è nato secondario ma potrebbe diventare il peggiore della Lombardia. Mentre con la zona rossa… qualcosina…

Gallera: Non la città, la città ancora è abbastanza… è a 40, 50… Sono i due Comuni sopra…

Speranza: Ma, sul piano dei comportamenti, qui c’è uno scatto?

LA POSIZIONE DELLA REGIONE – Il giorno dopo lo stesso Gallera incontrerà i giornalisti e chiarirà ancora una volta la posizioni della Regione. Nonostante la crescente preoccupazione per i casi, ogni scelta viene delegata a Roma, per non assumersi la responsabilità di una scelta impopolare, soprattutto con gli industriali. “Abbiamo chiesto al ministro Speranza quali orientamenti abbia il governo e ha detto che nella sera ci sarà la decisione definitiva sulle misure da assumere. Attendiamo le loro valutazioni e siamo pronti ad accogliere ogni misura, anche quelle più rigide, che dovesse decidere il governo”, dirà infatti l’assessore al Welfare.