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Lotta all’evasione fiscale: recuperato un miliardo di euro di Iva e 115 milioni di scontrini. Ora paghiamo tutti col Pos
La lotta all’evasione fiscale passa sempre più dalla tecnologia. I primi cinque mesi del 2026 hanno confermato che l’integrazione tra pagamenti elettronici e registratori telematici rappresenta una delle innovazioni più efficaci degli ultimi anni: oltre 5,3 miliardi di euro di imponibile emerso, circa un miliardo di euro di Iva recuperata e più di 115 milioni di scontrini aggiuntivi rispetto allo stesso periodo del 2025 raccontano una trasformazione che va ben oltre il semplice adempimento fiscale. L’allineamento tra Pos e registratori telematici sta infatti producendo un duplice effetto: aumenta il gettito per lo Stato e rende molto più difficile occultare gli incassi, soprattutto nei comparti tradizionalmente più esposti all’evasione. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha parlato di risultati “molto significativi”, sottolineando che soltanto nel mese di maggio sono stati registrati oltre 10 milioni di scontrini in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
Cosa sono i velocizzatori
Ma proprio mentre il sistema dimostra la propria efficacia, emerge una nuova criticità che rischia di compromettere parte dei risultati raggiunti. Cresce infatti la diffusione dei cosiddetti “velocizzatori”, software che promettono di semplificare la trasmissione dei corrispettivi telematici ma che, secondo numerosi operatori del settore, finiscono per aggirare il presidio tecnologico rappresentato dai registratori telematici certificati. Un tema che nelle ultime settimane è arrivato anche in Parlamento attraverso un’interrogazione al Ministero dell’Economia, da parte degli Onorevoli Giorgianni e Cangiano di FdI, rivolta per chiedere chiarimenti sulla diffusione di soluzioni non certificate e sui possibili rischi per il sistema dei controlli fiscali. La questione assume un peso ancora maggiore se si considera che dal prossimo anno la normativa aprirà progressivamente alla possibilità di utilizzare anche soluzioni software per la memorizzazione e la trasmissione dei corrispettivi. Un’evoluzione coerente con la digitalizzazione del sistema fiscale, ma che richiederà garanzie ancora più solide sulla certificazione, sull’immodificabilità del dato e sulla sicurezza delle informazioni trasmesse all’Agenzia delle Entrate. Il rischio, secondo una parte del comparto, è che l’innovazione venga interpretata come una deregolamentazione tecnologica creando spazi di incertezza proprio mentre il nuovo sistema sta dimostrando tutta la propria efficacia.
“La crescita del gettito dimostra che il sistema Pos-RT funziona e rappresenta uno degli strumenti più efficaci per rafforzare trasparenza e correttezza fiscale”, osserva Gabriella Criscuolo, presidente di Comufficio, l’associazione che rappresenta l’intera filiera dei Registratori Telematici. “Proprio per questo è fondamentale non abbassare la guardia. L’utilizzo di software non certificati o di cosiddetti velocizzatori, prodotti soprattutto da aziende straniere, rischia di indebolire quel presidio tecnologico che ha consentito questi risultati. La digitalizzazione deve garantire sicurezza, integrità e immodificabilità del dato fiscale, non creare nuove aree grigie. Per questo chiediamo un intervento urgente da parte del Governo e dell’Agenzia delle Entrate, finalizzato a garantire trasparenza, certezza normativa e tutela di una filiera composta da migliaia di aziende italiane che danno lavoro a più di diecimila addetti.”
La partita, dunque, non riguarda soltanto gli operatori del settore o i produttori di registratori telematici. Riguarda un patrimonio di risorse pubbliche che oggi contribuisce in misura crescente alle entrate dello Stato. Dopo aver dimostrato che la digitalizzazione può recuperare imponibile senza aumentare la pressione fiscale, la nuova sfida diventa evitare che scorciatoie tecnologiche o strumenti privi delle necessarie certificazioni finiscano per indebolire uno dei meccanismi che più ha contribuito al rafforzamento del Fisco digitale. Perché il vero valore dell’innovazione non sta soltanto nella velocità dei processi, ma nella capacità di renderli affidabili, sicuri e trasparenti.
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