La difesa dell’imprenditore Fabrizio Centofanti ha presentato nel corso dell’udienza preliminare di questa mattina davanti al gup Piercarlo Frabotta l’istanza di patteggiamento a un anno e sei mesi. Il capo di imputazione per l’imprenditore è stato riformulato con la contestazione dell’art.319, concorso in corruzione per l’esercizio della funzione. Sull’istanza dovrà esprimersi il giudice che ha ottenuto il consenso della Procura. Su questa dovrà poi esprimersi il gup di Perugia Piercarlo Frabotta. La richiesta, nell’ambito del cosiddetto Palamaragate, era stata già anticipata il mese scorso, quando l’imprenditore aveva deciso di parlare dopo un lungo silenzio.

Centofanti è imputato con l’ex consigliere del Csm Luca Palamara, Adele Attisani e Giancarlo Manfredonia. A giugno aveva reso dichiarazioni ai magistrati della procura di Perugia – quella competente su Roma – guidata da Raffaele Cantone dopo essere rimasto in silenzio per circa due anni. Il Corriere della Sera aveva scritto che, tra l’1 e il 9 giugno, allo stesso Cantone e ai sostituti Mario Formisano e Gemma Milani, avrebbe fatto molte ammissioni e aggiunto nuovi dettagli rispetto ai capi di imputazione.

L’imprenditore, 48 anni, romano, arrestato nel febbraio 2018 nell’ambito di altre indagini per corruzione condotte dalle Procure di Messina e di Roma, secondo il quotidiano avrebbe finanziato l’attività di relazioni dell’ex Csm e alcuni viaggi. Avrebbe pagato il conto di ristoranti, pernottamenti in alberghi in cambio di favori, e partecipato ad alcuni incontri. Centofanti avrebbe anche rivelato un incontro con Palamara e fatto ammissioni sul procedimento in cui l’ex magistrato e il suo ex collega della Procura di Roma Stefano Fava sono accusati di rivelazione e utilizzazione di segreto accesso abusivo a sistema informatico e abuso d’ufficio, con l’intenzione contestata di danneggiare il procuratore di Roma Paolo Ielo e l’ex procuratore Giuseppe Pignatone.

L’AdnKronos scrive che Centofanti ha messo a disposizione anche 30mila euro oltre ai 25mila già sequestrati. È difeso dagli avvocati Franco Coppi, Ester Molinaro e Maurizio Frasacco. La Procura di Perugia ha modificato per la quinta volta, in vista dell’udienza in corso oggi, il capo di imputazione contestato a Palamara. L’ipotesi avanzata verso l’ex consigliere del Csm è quella di corruzione per l’esercizio delle funzioni e non più quella in atti giudiziari, più grave. Palamara ha raccontato che il procuratore di Perugia Luigi De Ficchy nel giugno 2018 lo avrebbe avvisato che “era arrivato un fascicolo da Roma e che riguarda i miei rapporti con Centofanti”. A gennaio l’ex Csm venne iscritto nel registro degli indagati per corruzione. Alla fine di maggio 2019 il turno di Centofanti.

“Alla luce dell’ultima modifica del capo di imputazione abbiamo chiesto e ci è stato concesso uno spazio per deliberare su un’eventuale richiesta di abbreviato condizionato. Abbiamo bisogno di tempo per svolgere indagini difensive e cercheremo di capire se c’è lo spazio per chiuderla qui puntando ovviamente all’assoluzione”, ha dichiarato l’avvocato Benedetto Buratti che, con Roberto Rampioni e Mariano Buratti, difende l’ex Csm Palamara. Il rito contempla la possibilità per l’imputato di chiedere e ottenere un’integrazione probatoria. L’udienza rinviata al prossimo 16 luglio.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.