Anche Diego Armando Maradona Junior dice la sua sui messaggi vocali che stanno scatenando polemiche e indignazione, prima in Argentina, poi in tutto il mondo, sulla morte del padre. “Il ciccione sta per morire”, si sente nei messaggi diffusi dal media Infobae, e la voce è di Leopoldo Luque, neurochirurgo, medico di Diego Armando Maradona, il campione argentino morto lo scorso 25 novembre, all’improvviso, a 60 anni. Luque è al centro della bufera. I messaggi alla psichiatra Agustina Cosachov, altra indagata, per le probabili negligenze o disattenzioni nella cura del Pibe de Oro che avrebbero potuto influire sul decesso. Maradona era stato dimesso da poco dopo una delicata operazione e viveva in una villa di Tigres, Buenos Aires, senza diversi confort.

“Avrai giustizia, io te l’ho promesso”, ha scritto in una stories sui social il primo figlio del Pibe de Oro nato dalla relazione con Cristiana Sinagra nel settembre 1986 a Napoli. Reazione più dura da parte di Dalma Maradona, figlia del campione e della prima moglie Claudia Villafane. “Ho appena finito di ascoltare gli audio fra Luque e la psichiatra. E ho vomitato. L’unica cosa che chiedo a Dio è che venga fatta giustizia e che paghino tutti coloro che devono pagare”. Dalma ha criticato anche a Matias Morla, l’avvocato che avrebbe presentato Luque al padre.

Proprio il testamento, con le indagini sulla morte di Maradona, è al centro delle attenzioni dei media e della Giustizia. L’amministratore della successione Sebastian Baglietto qualche settimana fa ha dichiarato che l’eredità più bella di Maradona sarebbe “la gioia che ha regalato al mondo”. Diego Jr non ci sta: “Ho un avvocato in Argentina, Luis Enrique Rey, con il quale mi sento anche cinque volte al giorno – ha detto a Il Mattino – Ho piena fiducia in lui ed è l’unico che porta avanti la mia situazione del punto di vista legale: anche io sono rimasto sorpreso dal fatto che finora l’avvocato Morla abbia dichiarato soltanto tre auto facenti parte del patrimonio di papà. Ci sono molti lati oscuri, voglio vederci chiaro”.

Diego Jr, allenatore di calcio e commentatore per Radio Crc, ha aggiunto che il padre aveva sempre detto di voler lasciare tutto ai suoi figli. Sollevano perplessità le dichiarazioni che Baglietto negano l’esistenza di qualsiasi testamento. “Intendo capire perché Morla non tiri fuori le carte in suo possesso” e “vi sembra possibile che papà possedesse soltanto tre auto?, ha lamentato Diego Jr.

Maradona Jr. si è sempre espresso con moderazione su tutta la vicenda, da sempre contrario, qui con più durezza, alla riesumazione della salma del padre. “Troppe cazzate dette mi hanno fatto male – ha detto in un’intervista a Chi – Tutti abbiamo le nostre debolezze, io non ho mai giudicato papà. L’unico che ci deve giudicare è Dio. Ha fatto degli errori, ma era il primo a dirlo. Ma chi si è riempito la bocca sparando merda su papà erano gli stessi leccaculo di cui non si ricorderà nessuno”. Aspetta di andare in Argentina, il 34enne, innanzitutto per portare un fiore e un bacio alla tomba del padre.

I figli, quelli riconosciuti – ai quali si è aggiunta una lista di pretendenti alla paternità, quasi mai credibili – si sono avvicinati ulteriormente dopo la tragedia dello scorso 25 novembre. Lo ha confermato lo stesso Diego Jr. che ha sempre avuto un buon rapporto con Jana. Nei vocali di Luque anche un riferimento proprio a Jana, “una stronza di merda, vuole ricoverarlo”. Una proposta che non è stata presa in considerazione. Quello che si imputa a chi doveva curare Maradona sono proprio il mancato ricovero, le troppe disattenzioni, la degenza in un appartamento senza alcuni confort, senza defibrillatore, bombole di ossigeno, flebo, secondo quanto emerso. El Pibe de Oro, secondo quanto rivelato da Olé dopo l’autopsia, è morto dopo una lunga agonia, da solo nella sua stanza, a causa di un “edema polmonare acuto” e di una “insufficienza cardiaca cronica aggravata”. Nessuna traccia di alcol e droghe, com’era stato invece ipotizzato in un primo momento; rilevata invece la presenza di psicofarmaci come antidepressivi e antiepilettici.

Antonio Lamorte