Marianna Vishegirskaya, la giovanissima influencer ucraina diventata il ‘simbolo’ del bombardamento russo sull’ospedale pediatrico di Mariupol, con la sua foto virale in cui scappa in un pigiama dalla struttura sanitaria devastata, è in mano ai russi.

A denunciarlo è stato in primo luogo il giornale ucraino online Obozrevatel, ma la storia è stata confermata anche dal sito investigativo Bellingcat. Marianna Vyscemyrska, la fashion blogger che due giorni dopo il raid ha partorito la sua bambina, è stata ‘rapita’ e scortata nella Repubblica popolare di Donetsk.

Si tratta in questo caso di una violazione dell’accordo di evacuazione, che prevedeva che i rifugiati di Mariupol potessero recarsi nel territorio dall’Ucraina, non in Russia o nelle cosiddette Repubbliche popolari.

L’influencer compare in un video, poi rilanciato su Twitter dagli apparati russi, in cui nega che vi sia stato un attacco aereo ai danni dell’ospedale Mariupol, parlando di generiche e non precisate esplosioni.

Nel video, pesantemente tagliato e sottotitolato in inglese, Marianna racconta inoltre che l’ospedale fosse occupato da soldati e milizie ucraine, che si presentavano per ‘rubare’ il cibo che i mariti preparavano per le loro compagne e moglie in attesa di partorire, inoltre spiega di non aver autorizzato il fotografo dell’Associated Press a scattare le foto in ospedale. 

Un racconto che combacia perfettamente con la versione ufficiale della Russia, che ancora oggi nega il bombardamento e spiega che la struttura sanitaria fosse utilizzata come base militare.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia