Massimiliano Rosolino e Napoli, il nuoto, lo “sciupafemmine”, la relazione con Natalia Titova, il presunto flirt con Federica Pellegrini, il cinema. È un’intervista a tutto campo quella de Il Corriere della Sera all’ex campione e nello staff della delegazione italiana delle Olimpiadi a Tokyo. Buona dose di gossip, tanto sport, molta vita nel racconto del nuotatore napoletano. “In carriera ho vinto 60 medaglie, di che cosa dovrei lamentarmi? Più di così la carretta non andava, anche se i miei limiti sono stati le mie virtù: non ero forte a gambe, compensavo a braccia. Non ero tecnicamente eccelso, ma ci provavo più di tutti”.

Rosolino ha vinto tra le altre cose l’Oro agli Europei, ai Giochi Olimpici e ai Mondiali. È sposato con Natalia Titova, sua maestra di ballo conosciuta allo show di Rai1 Ballando con le Stelle. Adesso si è innamorato del triathlon e della corsa. Fa anche l’attore: ha recitato con Raoul Bova e per Enrico Vanzina. È nato a Napoli ma cresciuto per alcuni anni in Australia, figlio di padre di origini napoletane e di madre australiana.

Sono napoletano. Punto. Ma cinque anni li ho trascorsi dall’altra parte del mondo: tre da piccolo, la mia famiglia cercava fortuna. Al rientro parlavo solo inglese. Un maestro di dizione mi ha detto che il mio italiano non è mai stato al top perché ho prima imparato l’altra lingua”. Quando tornò a Napoli era il 1984, lo stesso anno in cui arrivò anche Diego Armando Maradona: “Un amico mi disse: ‘Sei l’oro di Napoli’. Chi gli stava a fianco aggiunse: ‘Ma dopo Maradona’. E l’altro: ‘No, più di Maradona: Diego poi se n’andato via’”. E su quella frase di Goethe: vedi Napoli e poi muori: “Io correggo: guardate Napoli e poi tornate. Chi viene senza conoscerla se ne innamora”. Per lui la napoletanità è “essere solare e creativo. Poi c’è l’altra parte di me: sono ‘tedesco’, un po’ cinico. Però mi riconosco di più nella cultura della mia gente. Siamo speciali: c’è magari il napoletano che ti sfila l’orologio, ma questo è solo un ‘terriccio’ che copre le tante qualità della popolazione”.

Tutta una montatura quella diceria del Rosolino “sciupafemmine” e del flirt con Federica Pellegrini. “È una leggenda metropolitana”, dice. E anzi: “O la ami o la odi. Io preferisco valutarla solo dal punto di vista tecnico, ma è sempre stata collocata su un piedistallo. Ci sta sopra ancora adesso, diciamo la verità”. È insomma “inattaccabile” la “Divina”.

E quella scintilla con Natalia Titova, con la quale ha avuto due figli: “Lei era la maestra severa ma comprensiva: sapeva che in quelle giornate nuotavo, andavo in palestra e ballavo pure. Comunque era evidente che tra rumba, salsa e cha-cha-cha un bacio ci sarebbe scappato…”. E infatti.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.