Quella che appariva come una teoria del complotto, rumours incontrollabili, sembra incredibilmente farsi spazio a causa delle difficoltà incontrate dalle indagini ufficiali. Il mistero della morte di Massimo Bochicchio, il broker di Capua (Caserta) ribattezzato il ‘Madoff dell’Aniene’ per il sistema truffaldino messo in piedi ai danni dei suoi clienti Vip, a cui ha sottratto milioni di euro, si fa sempre più intricato.

Morto il 18 giugno scorso, quando si andò a schiantare contro un muro della via Salaria a Roma in sella alla sua moto, ad oggi non vi è ancora certezza che quel corpo carbonizzato dopo l’incendio del mezzo sia il suo. Per legare Bochicchio all’incidente ci sono ‘solamente’ la targa della moto e il braccialetto elettronico che portava alla caviglia, essendo il broker agli arresti domiciliari e atteso proprio il giorno successivo al decesso ad una udienza in tribunale del processo.

Ma la novità più clamoroso arriva proprio dal fronte delle indagini perché il Dna di Bochicchio è scomparso. La Procura di Roma, che indaga per istigazione al suicidio, aveva incaricato la genetista dell’Università della Sapienza Paola Grammatico di eseguire una comparazione del Dna prelevato dagli organi del broker al momento dell’autopsia con il campione che avrebbe dovuto essere conservato nella Banca dati nazionale del Dna, presso la direzione centrale della Polizia Criminale del dipartimento della Pubblica Sicurezza, quando Bochicchio venne arrestato l’8 luglio 2021 all’aeroporto indonesiano Giacarta con l’accusa di riciclaggio internazionale.

Ebbene, a distanza di un mese da quell’incarico si scopre che quel campione non è stato conservato nella Banca dati nazionale o comunque non è utilizzabile per la comparazione. Per questo martedì scorso, scrive Il Messaggero, la genetista ha dovuto prelevare il dna da Tommaso Bochicchio, fratello del broker: per questo si dovranno attendere altre settimane prima di avere la conferma di un “match”, di una compatibilità tra i due Dna e decretare dunque che quel cadavere carbonizzato sulla Salaria fosse realmente di Massimo Bochicchio.

Circostanza che ha riacceso le chat dei clienti truffati da Bochicchio e degli ambienti ‘esclusivi’ dal broker nella Capitale che sin dalla notizia della morte dell’uomo avevano posto dubbi sul reale decesso di Bochicchio, ipotizzando una fuga all’estero dell’uomo con i soldi fatti sparire ai Vip.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.