Fabrizio Miccoli non si aspettava di finire in carcere. Il padre dell’ex calciatore – capitano del Palermo e attaccante tra le altre squadre della Fiorentina, della Juventus e del Perugia – Enrico Miccoli ha rilasciato un’intervista a Il Corriere della Sera dopo la condanna confermata in Cassazione a tre anni e sei mesi per estorsione aggravata del metodo mafioso ai danni del figlio 42enne. Proprio l’aggravante ha escluso misure alternative alla cella per l’ex atleta.

Miccoli è stato accusato di aver recuperato un credito di 12mila euro per conto dell’ex fisioterapista del Palermo Giorgio Gasparini presso l’imprenditore, al tempo titolare della discoteca “Paparazzi” di Isola delle Femmine Andrea Graffagnini. Per la vicenda il “Romario del Salento”, com’era soprannominato, è stato accusato di essersi rivolto a Mauro Lauricella, figlio del boss del quartiere Kalsa Antonino Lauricella detto “U’ Scintilluni”. Miccoli nel processo a Lauricella aveva detto che “mi divertivo con lui, ma non sapevo fosse il figlio di un mafioso. Comunque è una persona alla quale voglio bene”.

La vicenda, risalente a oltre dieci anni fa, ebbe eco mediatica per la registrazione in cui il calciatore, in auto con Lauricella, aveva definito il giudice Giovanni Falcone, ucciso nell’attentato di Capaci del 1992, con la moglie e i membri della scorta, “quel fango”. Ed Enrico Miccoli si riferisce proprio a quell’intercettazione: “Non voglio pensare che sia così, ma credo che la magistratura gli abbia voluto dare una lezione, per quella parola che pronunciò durante quella telefonata, riferendosi al giudice Falcone. Per quella parola ha chiesto scusa davanti a tutte le televisioni, lo ha fatto in lacrime, a cuore aperto, ma c’è stato chi non lo ha perdonato. Lui è in carcere, mentre chi ha sciolto i bimbi nell’acido è libero”.

Per il padre nell’inchiesta c’è stato “qualcosa che non andava” e “ormai era segnato che mio figlio, che al massimo ha preso qualche multa con l’autovelox, avrebbe dovuto pagare”. Perché “agli atti c’è un’altra telefonata, in cui Fabrizio qualche giorno dopo chiese a Lauricella di ‘lasciarlo perdere’, ma non è stata presa in considerazione dai giudici. Sta pagando per avere aiutato gli altri: a Palermo era il capitano, capitava spesso che si rivolgessero a lui”. Miccoli si è consegnato in carcere a Rovigo. Il padre lo crede innocente: “È tutto assurdo, mio figlio sta pagando per qualcosa che non ha fatto. Gli hanno voluto dare una lezione”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.