Nuovo focolaio al Pio Albergo Trivulzio di Milano. E questa volta i numeri fanno ancora più paura rispetto a quelli emersi dagli screening di ottobre. Sono 64 i dipendenti della struttura risultati positivi al coronavirus. In totale i dipendenti sono 551, 20 stanno ancora aspettando l’esito del tampone. Contagiati anche tra i pazienti, anche se si segnalano molti falsi positivi. A dare i dati è proprio il Pat nel bollettino periodicamente pubblicato.

È materiale infiammabile il Pat: nella prima ondata furono diversi i contagi e i morti all’interno dell’istituto per la terza età, diventata per molti giornali simbolo della gestione in alcuni casi catastrofica dell’emergenza e quindi arrivata al centro di un’inchiesta della Procura di Milano. L’ultimo monitoraggio condotto sui pazienti nella settimana tra il 12 e il 16 ottobre riportava positivi 14 pazienti e 5 dipendenti. Dai nuovi dati emerge che sui 727 pazienti totali nelle varie strutture del Pat sono risultati positivi 7 ospiti mentre 12 sono ancora in attesa dell’esito. Ben 45 i falsi positivi, in seguito risultati negativi.

Per la stessa ragione la struttura frena: casi di falsi positivi potrebbero esserci anche nello staff. Se i numeri attuali dovessero essere confermati, tuttavia, risulterebbe contagiato il 12% dei 551 dipendenti. Lo scorso 22 ottobre erano risultati positivi al coronavirus 14 pazienti e quattro dipendenti. In quel caso erano stati sospesi i ricoveri in cure intermedie e chiuse le palestre nelle sezioni di degenza ordinaria.

Nella prima ondata, da gennaio ad aprile, al Pat si sono verificati oltre 300 decessi. Tra il 2015 e il 2019, la media nello stesso periodo dell’anno, era stata di 186 morti. La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta sul caso. L’ipotesi di reato è di epidemia colposa e omicidio colposo. Dal 9 ottobre sono chiuse le visite ai parenti.