Le proteste che da oltre una settimana infiammano gli Stati Uniti a seguito della morte di George Floyd, il 46enne afroamericano ucciso da un agente bianco durante un fermo, hanno avuto i primi effetti concreti. La città di Minneapolis, teatro dell’omicidio che ha scatenato la rabbia della popolazione afroamericano contro i metodi violenti delle forze dell’ordine, ha deciso di smantellare il dipartimento locale di polizia.

La maggioranza in consiglio comunale ha infatti votato per avviare il processo che porterà al taglio dei fondi alle forze dell’ordine e allo smantellamento del dipartimento. “L’obiettivo è quello di riformarlo e di ricostruire insieme a tutta la nostra comunità un nuovo modello di sicurezza pubblica che davvero garantisca la sicurezza di tutti”, spiegano dal Comune.

Lo scioglimento del dipartimento di polizia a Minneapolis implica che gli agenti verranno ricollocati in una nuova forza di ordine pubblico, con l’obiettivo di rimodulare le regole e le procedure di ‘ingaggio’. L’obiettivo finale del Comune è quello di arrivare ad un sistema finale in cui gli agenti dovranno rispondere maggiormente del loro operato, nell’occhio del ciclone per i metodi brutali e razzisti nei confronti della popolazione afroamericana.

Una scelta che segue uno degli slogan più urlati in piazza in questi giorni in tutti gli Stati Uniti, “Defund the police”, ovvero “Togliete i fondi alla polizia”. Anche il dipartimento di polizia più famoso negli Usa, diventato di fatto un ‘marchio’ anche all’estero, il New York Police Department, subirà tagli. L’annuncio è arrivato dal sindaco democratico Bill De Blasio, che ha precisato come il NYPD vedrà dirottati parte del suo budget, stimato in circa 6 miliardi annui, verso servizi sociali diretti ai giovani, ai poveri e disagiati.

Nelle prossime ore invece il candidato democratico alla Casa Bianca, Joe Biden, sarà a Houston, in Texas, per incontrare privatamente la famiglia di Floyd. Biden registrerà anche anche un videomessaggio che sarà trasmesso martedì durante la cerimonia funebre nella città d’origine di Floyd, dato che l’ex vicepresidente di Barack Obama non parteciperà in persona alla celebrazione