Missione compiuta per Intesa Sanpaolo che, anche senza aspettare i tempi supplementari imposti da Consob per l’Opas lanciata su Ubi Banca, oggi ha superato, come comunicato da Bankitalia, la soglia del 70% delle adesioni, fissando l’asticella al 71,9%. Un risultato che spiana la strada alla fusione tra le due banche e alla cessione di oltre 500 sportelli Ubi a Bper, come previsto dal piano. La soglia finale delle adesioni sarà comunque comunicata tra due giorni, giovedì 30 luglio, data fissata da Consob per la chiusura dell’operazione lanciata lo scorso febbraio dalla banca guidata da Carlo Messina.

Ad accelerare un epilogo che già ieri sembrava comunque ormai prossimo è stata l’adesione all’Opas del patto di sindacato Car che nella tarda serata di ieri aveva comunicato la sua scelta. “Dopo il parziale riconoscimento del valore economico di Ubi Banca, ma soprattutto dopo aver ricevuto ampie rassicurazioni riguardo alla tutela e valorizzazione del personale di Ubi, alle aspettative del territorio, alla continuità nello sviluppo dei progetti in corso con attenzione ai valori della banca e al rapporto di collaborazione con gli imprenditori azionisti, il Patto ha deciso di aderire all’Opas di Intesa Sanpaolo”, si legge in una nota del Car.

La scelta del Car che alla fine è risultata determinante è giunta dopo altre adesioni di rilievo come quelle delle fondazioni Crc (5,9%) e Banca del Monte di Lombardia (3,9%), di Cattolica (1%) e dei soci bresciani (8%) e che ha portato allo sgretolamento dell’iniziale fronte del ‘no

Nel dettaglio l’Opas prevede un concambio di 17 azioni di Intesa Sanpaolo ogni 10 di Ubi Banca. A questa offerta si è aggiunto nei giorni scorsi un corrispettivo in denaro di 0,57 euro per azione che per gli analisti di Equita equivale a oltre i due terzi dei dividendi promessi dal management per i prossimi 3 anni secondo il piano di Ubi ‘stand-alone’. Inoltre, sempre secondo Equita, grazie alla componente cash, le fondazioni azioniste di Ubi in un colpo solo incassano circa 80 milioni di euro: oltre la metà di quanto incassato negli ultimi 12 anni e 25% in più di quanto incassato a partire dal 2009 attraverso la loro partecipazione nella ‘legal entity’ quotata Ubi. Il premio garantito da Intesa Sanpaolo rispetto ai prezzi di Ubi il giorno precedente l’offerta aumenta così al 44%.

Ora il superamento della quota di almeno il 66,7% del capitale permetterà a Intesa Sp di ottenere il controllo dell’assemblea straordinaria per votare la fusione con Ubi oltre che la cessione di 523 sportelli a Bper, come concordato con l’Antitrust.