Il radar meteorologico di Monte Pettina Scura
Monitoraggio climatico, la Calabria “cieca” davanti ai fenomeni estremi: il radar di Monte Pettina Scura inattivo da mesi
Nel 2026, mentre in tutta Europa si rafforzano i sistemi di monitoraggio climatico, la Calabria si ritrova senza uno dei suoi strumenti più importanti: il radar meteorologico di Monte Pettina Scura. Da mesi l’impianto risulta inattivo e lascia scoperta un’area vastissima che comprende la provincia di Cosenza, parte del Catanzarese, la Lucania e il Golfo di Taranto. Una situazione che molti definiscono senza precedenti, tanto da parlare di un vero e proprio “buco nero” nelle mappe meteo. Il radar rappresenta l’unico strumento in grado di osservare in tempo reale ciò che accade nell’atmosfera, permettendo di individuare temporali, celle convettive e fenomeni intensi prima che colpiscano il territorio. Senza questo sistema, le previsioni restano generiche e non consentono di capire davvero cosa stia per accadere. Le stazioni a terra registrano solo ciò che è già successo, mentre il satellite fornisce un quadro meno preciso sui fenomeni locali. Ciò che manca oggi è proprio la capacità di anticipare, di vedere arrivare un temporale minuto per minuto.
Il problema diventa ancora più delicato quando si guarda al ruolo della Protezione Civile. Senza dati aggiornati e dettagliati, anche le decisioni sulle allerte meteo rischiano di basarsi su informazioni incomplete. In un’epoca in cui i fenomeni estremi sono sempre più improvvisi e violenti, operare senza radar significa muoversi praticamente al buio. Non si tratta solo di una questione tecnica, ma di sicurezza pubblica, perché la capacità di intervenire tempestivamente dipende proprio dalla qualità delle informazioni disponibili. La vicenda del radar di Monte Pettina Scura non è nuova. Già in passato era stata portata all’attenzione nazionale anche da Le Iene, che avevano documentato ritardi, problemi di gestione e rimpalli di responsabilità. Dopo una fase di riattivazione, l’impianto ha funzionato fino allo scorso autunno, per poi tornare progressivamente inattivo, fino a spegnersi del tutto proprio nei mesi in cui il territorio è stato colpito da eventi meteorologici significativi.
Oggi le conseguenze sono evidenti. In caso di instabilità, anche quando non si prevedono fenomeni estremi, non esiste la possibilità di monitorare in tempo reale eventuali sviluppi pericolosi. Un temporale può formarsi e intensificarsi senza che venga rilevato, lasciando cittadini e istituzioni senza strumenti adeguati per reagire. È come tornare indietro di decenni, quando l’unico modo per capire il meteo era osservare il cielo. La richiesta che arriva da cittadini, appassionati e operatori del settore è semplice ma urgente: ripristinare al più presto il funzionamento del radar. Perché in gioco non c’è soltanto la qualità dell’informazione meteorologica, ma la sicurezza di un intero territorio che, oggi, si trova a fare i conti con un vuoto difficile da accettare.
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